Tadej POGACAR. 10 e lode. Prudente, non dirompente: dicono. Lui pennella curve e disegna sogni. Se sente odore di preda, e lui non molla nulla. Fa un finale in crescendo, dopo aver accusato 3” da Hayter all’intermedio. Vince per nove millesimi. Questa sera, per festeggiare, uno champagne millesimato. Ventesima vittoria stagionale, per un corridore eccezionale. Vittoria numero 20 in 38 giorni di corsa. La numero 127 in carriera. Ha già preso una trentina di secondi a tutti i diretti avversari. Lo spettacolo può incominciare. Per alcuni è già finito.
Ethan HAYTER. 9. Sgomma e rilancia, guida con una facilità che è pura bellezza. Lo fa su un circuito di F.1 e lo fa con l’abilità di un centauro che si esalta per capacità di pedalata e destrezza sul mezzo. È il primo ad andare sotto agli 11’: 10’57”, alla media di 51.500.
Joshua TARLING. 10. Non stupisce, ma fa quello che ci si poteva aspettare che facesse. Non dimentichiamoci però quello che questo ragazzo ha dovuto sopportare. La perdita di suo fratello e anche del nonno. La vita continua, ma con il cuore a pezzi.
Callum THORNLEY. 8. Sei giri questa mattina di ricognizione. S’impara a memoria il percorso, pieno zeppo di curve. Alla fine il 23enne britannico della Red Bull fa una grande crono, ad occhi chiusi e con il gas aperto.
Leo BISEAUX. 7,5. Se la Declathlon avesse fatto una cronosquadre non ci sarebbe stata storia. Vanno tutti forte, anche questo ragazzo di appena 21 anni. Tanti giovani e tutti di grandissima qualità.
Stefan KÜNG. 5. Era dato tra i grandi favoriti, fa peggio di Kluckers.
Oscar CHAMBERLAIN. 7,5. Ha solo 21 anni l’australiano, ma ha talento e si vede ad occhio nudo. Si vede anche che la squadra è un team (Declathlon) di valore: oggi vanno forte tutti: non sanno rallentare.
Wout VAN AERT. 6. Vorrebbe fare bene, fa benino.
Arthur KLUCKERS. 7. Il 26enne lussemburghese della Tudor si prende la soddisfazione di recuperare lo sforzo sulla “hot seat” dopo aver fatto il miglior tempo. Dà un punto di riferimento a Küng: gli dà il tempo.
Alessandro ROMELE. 7,5. Il 22enne corridore bresciano della XDS Astana mette in mostra una prova di grandissimo contenuto tecnico. Corre per lasciare un segno e lo lascia.
Ivan ROMEO. 5,5. Parte benino, finisce al rallentatore.
José Manuel DIAZ. 7. Ha 31 anni, non è più un bimbo, ma fa una crono con la leggerezza dei ragazzini.
Matthew BRENNAN. 7,5. Il 21enne britannico della Visma conferma tutto il bene che si dice di lui. Prova di livello: e lui lo alza. Mezzo voto in più per un panino che il britannico si pappa sulla “hot seat”.
Jordan LABROSSE. 7. Il 23enne della Decathlon CMA CGM si prende la vetta della classifica per un po’ di tempo, facendo segnare il tempo di 11’20”, alla media di 48,700. Lo spodesta il compagno di squadra Sander De Pestel, che viene spazzato via da Brennan in un amen. Nemmeno il tempo di scendere di bicicletta.
Orluis AULAR. 7. Il 29enne venezuelano della Movistar è uomo veloce, nel senso di velocista, e si beve i 9400 metri con il tempo di Labrosse: peccato per quei due decimi.
Mathias SKJELMOSE. 5,5. Ha tutto per fare bene, ma la sua prova è così così. In leggero ritardo all’intermedio, così come alla fine. Ma siamo solo all’inizio.
Eric MAS. 5. Fa il minimo sindacale, per non spettinarsi.
Tobias JOHANNESSEN. 6. Il 26enne norvegese è una delle punte dei Visma Lease a Bike. Fa una prova discreta: crescerà.
Richard CARAPAZ. 6. È qui non per vincere la Vuelta, ma soprattutto per non bruciarsi in una crono che per la “Locomotora” significa davvero poco, quasi nulla. Fa il suo, senza fare quello che farà quando la strada comincerà ad impennarsi.
Cian UIJTDEBROEKS. 4. Va bene fare una prova controllata, ma la sua è quasi da fermo.
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