IL MONT VENTOUX DI NORVEGIA E LA MAGIA DELLE VESTERÅLEN: IL PERCORSO DELL’ARCTIC RACE OF NORWAY 2026

PROFESSIONISTI | 11/08/2026 | 15:05
di Federico Guido


Sarà nuovamente una magia per gli occhi quella che gli appassionati, sul posto e da casa, potranno vivere durante l’Arctic Race of Norway 2026. In programma da giovedì 13 a domenica 16 agosto, la breve corsa a tappe norvegese (diventata ancora di più la manifestazione di cartello nonché l’unica professionistica di tutto il paese dopo la cancellazione del Tour of Norway) si svolgerà ancora una volta in un contesto paesaggistico di incredibile splendore che, unito alla battaglia che i corridori sapranno esprimere su strada, renderà la manifestazione assolutamente avvincente e spettacolare.


Lo scenario prescelto per la tredicesima edizione della gara scandinava di categoria .Pro sarà quasi interamente quello della contea di Nordland che, dopo aver fatto da sfondo l’anno scorso alla vittoria ottenuta da Corbin Strong davanti a Tom Pidcock e Christian Scaroni, è stata nuovamente selezionata per dar vita a un altro intrigante capitolo della manifestazione organizzata da A.S.O.

Al contrario però di quanto avvenuto nel 2025, quest’anno i corridori si lotteranno la maglia gialla “sole di mezzanotte” lungo i sinuosi (e a tratti impervi) scorci dell’arcipelago delle Vesterålen, una delle mete turistiche più rinomate e apprezzate dell’intera nazione. È qui, parallelamente al gran finale che invece si snoderà sulla Norvegia continentale, che gli atleti si troveranno a pedalare per 698,9 chilometri (dato più alto dall’edizione 2017) e 6737 metri di dislivello complessivi, numeri questi frutto di quattro frazioni che chiameranno in egual modo allo scoperto velocisti e uomini di classifica.

Nelle prime due giornate di corsa, infatti, si dovrebbe assistere a due conclusioni in volata viste le difficoltà altimetriche molto limitate e non troppo vicine al traguardo. Nella Evenes-Myre di 181,9 chilometri i tre brevi GPM di seconda categoria (l’ultimo dei quali a 26 chilometri dall’arrivo) non dovrebbero fare che il solletico alle gambe dei velocisti i quali, supportati dalle loro squadre, avranno terreno favorevole per controllare la situazione e impostare al meglio il probabile sprint finale. Il giorno successivo, nella Bø i Vesterålen-Andenes, il secondo dei due Gran Premi della Montagna (quello di Storvatnet) sarà collocato addirittura a 123 chilometri dall’arrivo e dunque, a distanza di 24 ore, il successo parziale dovrebbe nuovamente essere affare degli sprinter a meno che, affrontando i tanti frastagliati chilometri lungo la costa, il vento non intervenga a scompaginare le carte in tavola aprendo ad esiti diversi da quello, sulla carta, più scontato.

Lasciata quindi l’isola di Andøya per quella di Hadseløya (nota anche per ospitare la maratona Arctic Run), toccherà ai puncheur e ai big in corsa prendersi il proscenio nelle due frazioni che andranno a decidere la classifica generale. La prima, quella di 146,5 chilometri con partenza da Stokmarknes, sarà verosimilmente la più attesa perché si concluderà in cima alla salita, quella di Storheia, nota come il Mont Ventoux norvegese: l’erta, un vero e proprio muro di 3,5 chilometri all’11.8% di pendenza media, è stata affrontata la prima e unica volta nel 2019 (vittoria di Odd Christian Eiking in quella che, anche allora, era la terza tappa in programma) e ha tutto per indirizzare in maniera importante la contesa per il primo posto della graduatoria.

A definire quest’ultima in maniera incontrovertibile sarà però, esattamente come è avvenuto sette anni fa, la quarta e ultima frazione con partenza da Sortland e arrivo a Narvik che però, a differenza dell’edizione 2019, non si concluderà con un circuito da ripetere tre volte bensì con un arrivo in salita (3,9 chilometri al 6.2% il dettaglio del finale all’insù) verso il sito che, nel 2029, ospiterà i Mondiali di sci alpino. Sarà qua, nella località che già due volte in passato ha fatto calare il sipario sull’Arctic Race of Norway e che dopo sette anni torna a ospitare la corsa, che si conoscerà il nuovo vincitore della corsa professionistica più a nord del mondo, un evento che, con il suo mix di salite arcigne, panorami mozzafiato e il calore del suo gioioso pubblico, è certo che anche quest’anno saprà incantare chi la seguirà.

LE TAPPE

13 agosto: Evenes-Myre (181,9 chilometri, 1628 metri di dislivello)

14 agosto: Bø i Vesterålen-Andenes (180 chilometri, 1161 metri di dislivello)

15 agosto: Stokmarknes-Storheia Summit (Melbu) (146,5 chilometri, 1731 metri di dislivello)

16 agosto: Sortland-Narvik (190,5 chilometri, 2217 metri di dislivello)


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