Per decenni ha affiancato il proprio marchio al Gran Premio Larciano ma ora l’azienda Neri Sottoli ha deciso di concludere la sponsorizzazione della manifestazione ciclistica professionistica: lo ha annunciato Stefano Baronti, che col fratello Alessio dirige l’azienda toscana, attraverso il proprio profilo social.
Un lungo messaggio con cui il dirigente classe 1980 motiva ed analizza non nascondendo anche emozioni e ricordi. Una presa di posizione che è anche una riflessione sul movimento ciclistico.
Baronti spiega di aver incontrato i dirigenti dell’Unione Ciclistica Larcianese per spiegare loro, anche attraverso documenti dettagliati, la decisione del management aziendale.
«Per qualcuno questa scelta potrà sembrare un abbandono. Per altri, forse, potrà perfino apparire come un tradimento nei confronti di una corsa alla quale la mia famiglia e Neri Sottoli sono legate da oltre trentacinque anni. Ma la realtà è esattamente opposta. A soffrire per questa decisione sono prima di tutto la mia famiglia e la mia azienda. Ci fa profondamente male non essere riusciti a portare avanti qualcosa a cui mio padre Giuliano teneva moltissimo. Ed è giusto che questo momento rappresenti anche un’occasione di autocritica: non penso che le responsabilità siano sempre e soltanto degli altri. Anche noi dobbiamo domandarci se, negli anni, avremmo potuto comprendere prima alcuni cambiamenti, comunicare meglio o incidere in maniera diversa» scrive Stefano, che poi sottolinea come il Gran Premio Larciano è parte integrante della storia della sua famiglia e inanella ricordi personali legati alla gara.
L’imprenditore pistoiese chiarisce che lo stop non è improvviso ma frutto di un lungo percorso. «La scelta di oggi non nasce da una giornata storta, da una discussione, da un problema economico o dalla richiesta di maggiore pubblicità»
Ed ancora: « Nel tempo ho visto il GP Larciano cambiare. È cambiato il rapporto con il Paese di Larciano, con il pubblico, con gli sponsor locali e con i volontari. È cambiato il modo stesso di intendere la manifestazione. La U.C. Larcianese è oggi inserita nella Lega del Ciclismo Professionistico, un sistema che comporta vincoli, obblighi, protocolli e condizionamenti esterni sempre maggiori. In passato le decisioni principali venivano prese a Larciano, all’interno della U.C. Larcianese, partendo dalle esigenze della corsa, del paese, dei volontari e delle aziende che la sostenevano. Oggi una parte crescente delle priorità dipende invece dalla Lega, dai circuiti nazionali, dal ranking, dagli accordi istituzionali e dalle esigenze di soggetti esterni alla realtà locale».
Baronti dà spazio ancora ai ricordi poi chiarisce che: «l’Unione Ciclistica Larcianese ha il diritto di scegliere la propria strada e di portarla avanti. Ma io e la mia azienda abbiamo lo stesso diritto di prendere atto che quella strada non corrisponde più alla nostra idea del GP Larciano»
Successivamente il manager continua l’analisi: «ll problema è una struttura diventata sempre più complessa, sempre meno autonoma e sempre più difficile da sostenere. A volte bisogna avere il coraggio di cambiare direzione prima di arrivare a un punto di non ritorno. È questo il senso della mia scelta: prendere le distanze da una direzione che ritengo sbagliata, prima che possa produrre conseguenze irreversibili per la manifestazione»
Quale futuro allora per il Gran Premio Larciano? Stefano Baronti affronta anche questo argomento assicurando che: «Per la sola edizione di domenica 6 settembre 2026, Neri Sottoli garantirà alla U.C. Larcianese lo stesso contributo economico degli anni precedenti, ma rinuncerà completamente a qualsiasi forma di pubblicità».
Nessun logo di Neri Sottoli quindi: «Tutti gli spazi precedentemente occupati da Neri Sottoli resteranno liberi e potranno essere messi a disposizione di altre aziende interessate a entrare e investire nella manifestazione».
Il dirigente toscano chiude il suo post con parole di gratitudine mista a dispiacere: « Da bambino cresciuto accanto al GP Larciano, l’ultima cosa che vorrei vedere è la sua fine… Con dolore, ma anche con estrema sincerità!».
Foto dai Social di Stefano Baronti
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