Elisa Longo Borghini conquista un terzo posto di grande valore sul Mont Ventoux e compie un altro passo importante nella classifica generale del Tour de France Femmes. La campionessa italiana ha chiuso la durissima frazione alle spalle della vincitrice Kasia Niewiadoma e dell'olandese Demi Vollering, riuscendo anche a recuperare terreno su Marlen Reusser.
Un risultato che assume un significato particolare anche per la UAE Team L'IMAD, finita negli ultimi giorni al centro di diverse discussioni sulla gestione della leadership. Sul Ventoux, Longo Borghini e la giovane compagna di squadra Paula Blasi, settima in classifica generale, hanno corso una gara di grande collaborazione, riuscendo insieme a raggiungere Reusser nella parte conclusiva della salita.
«Il ritmo è stato alto fin dall'inizio della salita, complimenti a Kasia. Ha fatto una salita fantastica», ha raccontato Longo Borghini al termine della giornata.
La piemontese ha scelto di non lasciarsi trascinare dalla frenesia delle avversarie e ha preferito seguire il proprio ritmo. Una tattica che ha pagato. «Ho seguito il mio ritmo e non ho guardato troppo le altre. Io e Paula abbiamo lavorato molto bene insieme. Ci siamo alternate e così siamo riuscite a raggiungere Marlen Reusser».
Il risultato finale parla chiaro: terzo posto di tappa, a 1'42" da Niewiadoma, e una prestazione che permette alla Longo Borghini di consolidare la propria posizione nelle zone alte della classifica. «Sono arrivata terza, non posso lamentarmi. Abbiamo dimostrato di essere una squadra».
Parole che sembrano anche una risposta indiretta alle discussioni sulla strategia della formazione emiratina. Sul Ventoux la squadra ha infatti mostrato una gestione efficace delle proprie carte, con la Blasi al fianco della campionessa italiana nel momento decisivo. Il Mont Ventoux ha messo alla prova tutte le protagoniste del Tour. La salita non concedeva spazio agli errori e richiedeva soprattutto capacità di gestione dello sforzo.
Elisa Longo Borghini ha interpretato la scalata con attenzione, senza farsi prendere dalla tentazione di rispondere a ogni accelerazione.
«Mi è piaciuta la salita, anche se è stata dura. Bisogna essere pazienti, usare la testa e avere buone gambe». Sul traguardo, davanti a lei hanno resistito soltanto Niewiadoma e Vollering. La polacca ha conquistato una vittoria straordinaria e la nuova maglia gialla, mentre la Longo Borghini ha guadagnato terreno prezioso nei confronti di alcune delle principali rivali. La campionessa italiana è ora quarta nella classifica generale, con un ritardo di 2'59" dalla Niewiadoma.
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