Se Tadej Pogacar ha monopolizzato la scena con una straordinaria vittoria e il nuovo record di scalata dell'Alpe d'Huez, alle sue spalle c'è un altro corridore che può ritenersi soddisfatto dopo la diciannovesima tappa del Tour de France. È Remco Evenepoel, protagonista di una prestazione di grande spessore che consolida il suo secondo posto in classifica generale e rafforza le sue ambizioni di arrivare a Parigi alle spalle dello sloveno.
Il campione belga della Red Bull-BORA-hansgrohe ha chiuso la frazione al sesto posto, risultando il migliore tra tutti i corridori in lotta per il podio finale. Un risultato che gli ha permesso di guadagnare secondi preziosi sui rivali diretti e di aumentare il proprio margine a oltre due minuti e mezzo.
«Alla fine è andato tutto bene - ha raccontato Evenepoel dopo il traguardo - Ho capito subito che Tadej stava andando troppo forte. Seguirlo era una missione impossibile».
Una volta visto partire il leader della classifica generale, il belga ha scelto di gestire la corsa con intelligenza. «Mi sono semplicemente messo a ruota del gruppo della Decathlon. Il loro ritmo non era particolarmente elevato e mi sentivo molto bene. Per questo, a cinque chilometri dalla vetta, ho deciso di attaccare».
L'azione, però, non è andata esattamente come aveva immaginato. «Il mio attacco si è dovuto sviluppare in due tempi perché sono stato ostacolato dai tifosi e anche dalle moto. È un vero peccato, perché senza quell'episodio credo che il risultato sarebbe stato diverso».
Sull'Alpe d'Huez, come da tradizione, la folla era accalcata lungo i ventuno tornanti e in alcuni punti lo spazio a disposizione dei corridori era ridottissimo. Una situazione che ha creato diversi momenti di tensione e che, secondo Evenepoel, ha influenzato anche la sua azione.
«Era quasi inevitabile che prima o poi qualcosa del genere accadesse. Peccato che sia successo proprio mentre stavo attaccando».
Nonostante il rammarico, il bilancio della giornata resta estremamente positivo. «Devo essere soddisfatto. Ho guadagnato dieci secondi e soprattutto ho dimostrato di essere stato il migliore tra gli altri pretendenti al podio. Con un vantaggio superiore ai due minuti e mezzo guardo con molta fiducia ai prossimi giorni».
Anche Evenepoel si è dovuto inchinare davanti all'ennesima dimostrazione di forza di Tadej Pogacar. «Era abbastanza prevedibile che ieri Tadej avrebbe provato qualcosa di speciale. È stato ancora una volta inattaccabile. Adesso gli manca soltanto concretizzare tutto con la vittoria finale».
Per il belga, però, la corsa non è ancora finita. L'obiettivo è difendere il secondo posto fino a Parigi e affrontare l'ultima grande tappa di montagna con fiducia.
«Può ancora succedere di tutto, ma le sensazioni sono ottime. Le gambe rispondono bene e anche la squadra sta lavorando alla grande».
Evenepoel ha voluto sottolineare il contributo della Red Bull-BORA-hansgrohe, che anche sull'Alpe d'Huez ha dimostrato grande solidità.
«Eravamo una delle poche squadre ad avere ancora diversi corridori nel gruppo dei migliori. Mattia Cattaneo è rimasto davanti a lungo e questo dimostra il grande lavoro che stiamo facendo. Sono davvero molto soddisfatto della squadra».
Lo sguardo è già rivolto alla ventesima tappa, che presenta caratteristiche diverse rispetto all'arrivo sull'Alpe d'Huez. «Oggi sarà una giornata completamente differente. È una tappa meno esplosiva e con salite affrontate a un ritmo più regolare. Penso che possa adattarsi meglio alle mie caratteristiche. Ho già studiato il percorso e non vedo l'ora di affrontarlo. Darò tutto per arrivare a Parigi con questo secondo posto».
Tra i ricordi della giornata resterà anche l'atmosfera incredibile respirata sull'Alpe d'Huez. «Il momento più folle è stato quando mi sono ritrovato improvvisamente in mezzo alle moto», ha raccontato sorridendo. «Con tutta quella gente è davvero difficile restare concentrati, perché bisogna continuamente fare attenzione a quello che succede intorno». Il pubblico ha lasciato il segno anche... nelle orecchie del campione belga. «Ho ancora un fischio all'orecchio destro. L'auricolare della radio è a sinistra, quindi da quella parte sentivo poco, ma il destro continua ancora a fischiare parecchio», ha scherzato. «In ogni caso è stata un'esperienza fantastica».
L'Alpe d'Huez ha incoronato ancora una volta Pogacar, ma ha consegnato anche un Remco Evenepoel in grande crescita. Il belga ha dimostrato di avere la condizione, la lucidità tattica e una squadra capace di sostenerlo nei momenti decisivi. La maglia gialla sembra ormai fuori portata, ma il secondo posto è sempre più vicino e, dopo una prova di forza come quella offerta sulla salita più celebre del Tour, Evenepoel può guardare con ottimismo verso Parigi.