L'Alpe d'Huez non ha fatto sconti a nessuno e nemmeno a Paul Seixas. Il giovane talento francese della Decathlon-CMA CGM ha vissuto una delle giornate più difficili della sua carriera, ma è riuscito a limitare i danni e a mantenere vive le speranze di salire sul podio finale del Tour de France.
Al termine della diciannovesima tappa, il giovane francese ha chiuso al nono posto, perdendo soltanto quattro secondi da Isaac Del Toro, diretto rivale nella lotta per il terzo gradino della classifica generale. Un distacco contenuto che gli consente di presentarsi all'ultima grande tappa di montagna ancora pienamente in corsa per un risultato che avrebbe del clamoroso al suo debutto nella Grande Boucle.
Le sensazioni, però, raccontano una giornata ben diversa da quella che suggeriscono i numeri.
«È stata terribile, estenuante - ha raccontato Seixas al termine della tappa - Il pubblico era in delirio, ho ancora il fischio nelle orecchie. È stata una giornata magica, ma allo stesso tempo una delle più dure della mia vita in bicicletta».
Quanto affermato, descrive perfettamente cosa significhi affrontare l'Alpe d'Huez nel pieno di un Tour de France, con migliaia di tifosi lungo i ventuno tornanti e un ritmo imposto dai migliori scalatori del mondo. Seixas non ha mai smesso di lottare, pur rendendosi conto che le gambe non rispondevano come avrebbe voluto.
«Sono andato a tutta, come ogni giorno qui al Tour. Alla fine sono riuscito a limitare i danni. Le gambe non erano forti come speravo, ma credo sia stata comunque una grande prestazione».
Il quarto posto nella classifica generale resta saldo e soprattutto resta vivo il sogno del podio. «Sono ancora in lizza. C'è ancora la tappa di domani e sarà durissima. Alla fine si deciderà tutto sulla forza e sulla capacità di resistere. Voglio fare i complimenti a tutti quelli che hanno già concluso questa tappa, perché è stata davvero una gara estenuante».
Per il giovane francese, autentica rivelazione di questo Tour, la salita verso l'Alpe d'Huez è stata anche l'occasione per rendersi conto ancora una volta di quanto sia importante il lavoro della squadra. Al termine della frazione, infatti, Seixas ha voluto dedicare gran parte delle sue parole ai compagni della Decathlon-CMA CGM, protagonisti di una prestazione collettiva di altissimo livello.
«La squadra è stata straordinaria. Tutti hanno dato il massimo. Guardate quello che hanno fatto in salita: quando davanti erano rimasti appena venti o trenta corridori, alcuni dei miei compagni erano ancora lì a lavorare per me, nonostante caratteristiche fisiche completamente diverse».
Il giovane francese ha poi elogiato uno a uno gli uomini che lo hanno accompagnato nella giornata più difficile del Tour.
«I due corridori davanti hanno fatto un lavoro incredibile. Matthew è stato solidissimo. Aurélien e Nicolas hanno attaccato già sulla penultima salita quando nel gruppo erano rimasti soltanto una dozzina di corridori, ed è stato un aiuto preziosissimo per me. Poi anche Olav ha continuato a lavorare alle spalle per riportare sotto i compagni. Credo davvero che oggi tutta la squadra possa essere orgogliosa della propria prestazione».
Infine, Seixas ha riconosciuto con sincerità che, senza il sostegno della Decathlon-CMA CGM, la sua situazione in classifica sarebbe probabilmente molto diversa.
«Io, nel finale, non avevo le gambe per fare la differenza. Se sono ancora in corsa per il podio, gran parte del merito è dei miei compagni».
A diciannove anni, Paul Seixas continua a stupire. Anche quando non riesce ad attaccare o a vincere, dimostra una qualità che appartiene ai grandi corridori: saper soffrire, limitare le perdite e restare in partita. L'Alpe d'Huez gli ha tolto molte energie, ma non il sogno di salire sul podio. La sfida è ancora aperta e sarà l'ultima montagna del Tour de France a stabilire se il giovane francese riuscirà a completare una delle imprese più sorprendenti di questa Grande Boucle.
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