I CIMELI DI TONI BEVILACQUA AL MUSEO DEL CICLISMO DI PORTOBUFFOLE'

NEWS | 23/07/2026 | 16:03
di Sandro Bolognini

I cimeli di Toni (Antonio) Bevilacqua risplenderanno anche al Museo del ciclismo Alto Livenza di Portobuffolè (Tv). L’accordo è stato raggiunto in municipio a Spinea dove il figlio maggiore, Franco, è sindaco. All’incontro c’erano anche il primo cittadino del più piccolo comune del Trevigiano, Portobuffolè, Andrea Susana e il consigliere comunale Valter De Martin, Consigliere Comunale di Portobuffolè con delega allo sport, referente per il Museo del Ciclismo Alto Livenza. L’incontro è stato organizzato da trevigiano Renato Stefani, 91 anni, ex ciclista e massaggiatore di Toni Bevilacqua


Morta a fine maggio la morte la moglie di Toni, Adriana Fregonese che abitava a Treviso, Franco e Lucio, i figli di Toni vogliono donare i ricordi del loro famoso padre ai musei di Cesiomaggiore (Bl), intitolato a Toni e a  Portobuffolè. “È una grande soddisfazione per il Museo del ciclismo di Portobuffolè avere gli oggetti preziosi di Bevilacqua uno dei personaggi più famosi del ciclismo italiano - racconta soddisfatto Valter De Martin - non vediamo l’ora di esporli. Stefani ci ha donato la maglia firmata da Miguel Indurain che gli era stata donata e firmata qualche anno fa dal Campione”.


Toni (Antonio) Bevilacqua, anche se appartiene al ciclismo del passato, ha fatto grande l’Italia. È stato professionista dal 1940 al 1955, vinse due titoli mondiali nell'inseguimento individuale (1950 e 1951), 11 tappe del Giro d'Italia e la Parigi-Roubaix 1951 davanti a  Louison Bobet e a Rik Van Steenbergen. È stato soprannominato "Labròn" per un motivo molto semplice e fisico: aveva un labbro inferiore molto pronunciato e carnoso. Il soprannome gli fu attribuito dal famoso giornalista Gianni Brera. Il decesso di Toni Bevilacqua avvenne in ospedale a Mestre in seguito a un tragico incidente stradale a soli 54 anni.

Durante un allenamento, il 29 marzo 1972 a Martellago (Venezia), cadde battendo violentemente la testa dopo aver urtato accidentalmente un pedone. Oggi le sue spoglie riposano nel cimitero di Sant'Angelo di Santa Maria di Sala (Ve), suo paese natale. 


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COMMENTI
Un ricordo
23 luglio 2026 21:18 canepari
riconoscente anche a Antonio Lot che, in prima persona e con grande passione il Museo lo ha voluo e l'ha realizzato. Naturalmente chi legge non ha idea di chi sia stato questo grande personaggio che diffondeva entusiasmo. Chiedete agli anziani e ai referenti del Museo....Purtroppo prematuramente scomparso. Un ricordo non fa mai male.

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