Tim MERLIER. 10 e lode. Stuyven lo porta nella posizione giusta: non troppo avanti e nemmeno troppo indietro. Poi, da maghetto quale è, decide la magia e si palesa al mondo uscendo dal cilindro, pardon, dal gruppo, con prorompente forza e maestria. Nulla da dire: vince senza se e senza ma. Vince per distacco, lasciando i suoi rivali con le gambe a penzoloni. Quarta vittoria di tappa al Tour, la numero 7 in stagione. La numero 72 in carriera. Numeri da numero 1.
Soren WAERENSKJOLD. 8. Il 26enne norvegese della Uno-X Mobility si butta con grande coraggio nella mischia. Non è tra i più accreditati, ci sono nomi molto più pesanti del suo, ma lui prende il volo: leggero.
Biniam GIRMAY. 6,5. Dopo il 6° posto nella prima volata, oggi 3°: è sempre lì, l’eritreo. Ha la posizione giusta, ma nell’accelerazione finale gli manca chiaramente qualcosa.
Max KANTER. 7. Si era già buttato nella mischia a Pau portando in albergo un posto d’onore (2°), oggi il tedesco di Cottbus è 4°. Insomma, il corridore della XDS Astana è ormai stabilmente nella ristretta schiera degli uomini jet.
Jasper PHILIPSEN. 4. Oggi ammiriamo per la prima volta Mathieu Van der Poel (voto 8) che gli tira una volata magistrale. Lo porta a velocità supersonica ai 200 metri, il belga potrebbe calciare quasi a porta vuota, ma sono le mani a rimanere vuote.
Phil BAUHAUS. 6. Il 32enne tedesco del Bahrain cerca di portare a casa dei piazzamenti, quindi dei punti. È sesto, non male.
Huub ARTZ. 6. Il 24enne olandese fa quello che può e quello che porta a casa non è poco.
Dorian GODON. 5. Il 30enne transalpino della Netcompany Ineos, dopo una grande primavera, fatica. Gli manca qualcosa. Forse anche più di qualcosa. Per il momento è la versione più lenta del Godon che abbiamo ammirato quest’anno.
Mads PEDERSEN. 6. Solo un 9° posto per racimolare una decina di punti (14): nella classifica per la maglia verde ora comanda con 204 punti, alle sue spalle Girmay a quota 145.
Baptiste VEISTROFFER. 9. L’ingegnere navale della Lotto Intermarchè ha il dono dell’avventura. Sogna traguardi lontani e mete inesplorate. Soprattutto va alla ricerca dei propri limiti: anche questo è un viaggio verso la conoscenza. Non pago di quello che ha già fatto in questo Tour, ha preso e se n’è andato via appena la corsa è cominciata. Ama le fughe da solo, ma questa volta ha accettato la compagnia del ceko Jakub Otruba della Caja Rural. Un tandem ben affiatato, che - parafrasando il leggendario Vasco - ha dato un senso alla tappa anche se un senso non ce l’ha.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.