La morte, inattesa, ieri. Un malore, dicono, improvviso. Orfani, tutti, di Carlo Gemmati. Iride, Gemmati Velocipedi, Teglio Veneto. Una storia secolare di artigiani della bicicletta, diventati industriali, tornati artigiani. Una storia di amore, passione, precisione. E anche la storia di un luogo, più da penombre che da ombre e ombrette, più da silenzi che da dichiarazioni, più da gesti e movimenti (anche centrali) che da tendenze e mode, più da dialetti e accenti che da anglicismi e neologismi.
Ero stato da Gemmati Velocipedi cinque anni fa. Un pellegrinaggio diventato omaggio e di cui sarei rimasto ostaggio. Per quell’aria meccanica, per quell’atmosfera novecentesca, soprattutto per quella “biciclettiade” appesa e sospesa, a telai e a pezzi, fiammante e stagionata, ferita e miracolata. Per quella stessa solennità che si respira anche in una chiesa o in una biblioteca. Un presidio, un rifugio, forse un’oasi, straordinaria.
Avevo pubblicato un pezzo, mio, questo: https://www.tuttobiciweb.it/article/2021/07/30/1627491316/gemmati-teglio-velocipedi. E qui rimandavo a un altro pezzo, di Franco Bortuzzo, eccolo: https://www.tuttobicitech.it/article/78971. Non riusciranno a resuscitare, ma almeno a ricordare, testimoniare, tramandare.
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Carlo Gemmati aveva 69 anni. Le esequie saranno celebrate domani, sabato 11 luglio, alle 15.30 presso la Chiesa Parrocchiale di Cintello di Teglio Veneto.
Alla sua famiglia giungano le condoglianze della nostra redazione.
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