PIGANZOLI. «IL TOUR? VOGLIO REGALARE ALLA SQUADRA UNA GRANDE OPERA D'ARTE»

PROFESSIONISTI | 23/06/2026 | 17:30
di Francesca Monzone

Davide Piganzoli realizza il suo sogno e il 4 luglio debutterà al Tour de France con Vingegaard, con l’intento di aiutare il suo capitano a conquistare la maglia gialla.


Da Morbegno al Tour de France, il passo è stato breve e per Davide Piganzoli il prossimo 4 luglio sarà una data impossibile da dimenticare. Il giovane talento lombardo farà infatti il suo debutto assoluto alla Grande Boucle con la maglia della Visma-Lease a Bike, una delle squadre più forti del mondo, chiamato a supportare Jonas Vingegaard nella sfida per la conquista della maglia gialla.


A soli 23 anni, Piganzoli si presenterà al via di Barcellona dopo una stagione che lo ha definitivamente consacrato tra le più interessanti promesse del ciclismo italiano. Prima l'ottavo posto conquistato al Giro d'Italia (miglior atleta italiano in classifica, pur avendo lavorato per scortare il re del Giro Vingegaard, ndr), poi il prestigioso successo finale alla Route d'Occitanie: risultati che hanno convinto la formazione olandese a premiarlo con la convocazione per la corsa più importante del calendario.

Una notizia arrivata quasi all'improvviso e che il corridore valtellinese ha accolto con incredulità. «Qualche giorno fa mi hanno telefonato per dirmi che andavo al Tour ed è stato veramente speciale - ha raccontato durante la presentazione della squadra - Devo dire che la mia risposta è stata tipo: 'Cosa? Vado al Tour!».

Un momento che resterà impresso nella sua memoria per sempre. Come spesso accade nelle storie più belle, la prima persona a condividere l'emozione è stata quella più vicina.

«La prima persona a cui l'ho detto è stata la mia ragazza. Poi ho dovuto aspettare qualche giorno prima di chiamare la mia famiglia perché non ero sicuro di come dirglielo».

Alla fine Piganzoli ha trovato un modo originale per annunciare la notizia ai suoi cari. «Ho chiesto loro se il primo luglio erano impegnati. Mi hanno risposto di no e allora gli ho detto: se non siete impegnati andremo insieme a Barcellona, perché correrò il Tour de France».

Parole semplici che raccontano tutta la portata di un traguardo inseguito fin da bambino e che ora diventa realtà. Il Tour arriva al termine di una prima parte di stagione eccezionale. Al Giro d'Italia Piganzoli ha dimostrato maturità, resistenza e qualità in salita, riuscendo a chiudere all'ottavo posto della classifica generale. Un risultato che ha attirato l'attenzione degli addetti ai lavori e che ha confermato il suo valore anche al fianco di un campione come Jonas Vingegaard.

Sulle grandi montagne italiane il lombardo si è fatto notare per determinazione e spirito di sacrificio, caratteristiche che lo hanno reso uno degli uomini più affidabili della squadra.

«Sono davvero orgoglioso di quello che abbiamo fatto al Giro - ha spiegato - Anche tornare a casa e pensare a come ho lavorato durante il Giro è davvero speciale e mi sento orgoglioso anche di tutto quello che è arrivato dopo».

Quel "dopo" ha un nome preciso: Route d'Occitanie. Sullr strade francesi Piganzoli ha conquistato la vittoria più importante della sua giovane carriera, un successo che gli ha regalato ulteriore fiducia proprio a poche settimane dal Tour.

«Vincere in Occitania è stato fantastico, soprattutto perché già sapevo che sarei andato al Tour». Una motivazione in più per spingersi oltre i propri limiti e presentarsi all'appuntamento francese con il morale alle stelle.

Ora, però, arriva la sfida più grande. Al Tour de France Piganzoli sarà chiamato a lavorare per Jonas Vingegaard, due volte vincitore della Grande Boucle e principale rivale di Tadej Pogacar nella lotta per il successo finale. Per il giovane italiano sarà un'occasione straordinaria di crescita accanto a uno dei migliori corridori della sua generazione. Un'esperienza da vivere intensamente, senza dimenticare le proprie ambizioni.

«Voglio solo fare bene e il mio intento è quello di regalare a tutta la squadra una grande opera d'arte».

Una frase che racconta perfettamente il suo approccio: mettersi al servizio del collettivo, contribuire al successo della squadra e imparare dai più grandi. Accanto a Vingegaard e Piganzoli, la Visma-Lease a Bike schiererà una formazione di altissimo livello composta da Edoardo Affini, Victor Campenaerts, Bruno Armirail, Sepp Kuss, Matteo Jorgenson e Per Strand Hagenes. Un gruppo costruito per sostenere il campione danese nella caccia alla maglia gialla e per contrastare il dominio di Pogacar.

Per Piganzoli sarà il primo Tour de France, ma anche il primo capitolo di una storia che il ciclismo italiano spera possa diventare molto lunga. Dopo aver brillato al Giro d'Italia e aver conquistato la Route d'Occitanie, il talento di Morbegno è pronto a misurarsi con il palcoscenico più prestigioso del mondo e questa volta, il sogno è diventato realtà.


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COMMENTI
considerazione
23 giugno 2026 18:13 PIZZACICLISTA
Per i grandi Giro-Tour sono troppo per Piganzoli invece va perfettamente bene per massacrarlo al servizio di altri..... ma per la stampa è comunque successo

Delusione per alcuni
23 giugno 2026 18:23 Craven
Meno male che per qualcuno doveva essere pesante andare al Tour, dalle sue parole mi pare tutto il contrario.

Pizzaciclista
23 giugno 2026 18:56 Eli2001
Non dovrebbe essere difficile da capire, per fare classifica ad alti livelli è molto difficile, per fare un lavoro dentro la squadra un po' meno probabilmente. Ci sono tappe in cui lavora e poi arriva al traguardo staccato senza problemi di classifica se necessario. Che senso avrebbe per la Visma massacrarlo? Io non vi capisco voi che ragionate così. Se ci va è perché ci può andare. Contento lui, contenta la Visma che lo paga e sul tour punta i tre quarti della stagione. Chi sei tu per sapere che è meglio fare diversamente!?

Craven
23 giugno 2026 18:58 Ale1960
Ma che doveva dire secondo te? Il suo compito è quello di ultimo uomo. Comunque Craven, tu leggi solo nel tuo libro,sicuramente di poche pagine. Il rammarico per tanti di noi è quello di non poterlo vedere alla Vuelta, dove avrebbe potuto fare, forse, una discreta figura. Io mi sono stancato di vedere i nostri pochi talenti fare essenzialmente i gregari super pagati.

Ale1960
23 giugno 2026 19:31 AIbertone
Se fossero così forti non farebbero i gregari.

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