CARBONI RICORRERÀ AL TAS: «FINALMENTE POTRÒ RIVOLGERMI AD UN COLLEGIO ARBITRALE»

PROFESSIONISTI | 07/08/2026 | 20:02
di Giulia De Maio

L’Agenzia Internazionale per i Controlli Antidoping (ITA), per conto dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI), ieri ha comunicato che Giovanni Carboni è stato sanzionato con una squalifica di quattro anni dal Tribunale Antidoping dell’UCI a seguito di una violazione delle norme antidoping riscontrata sulla base di un'anomalia rilevata nel passaporto biologico dell’atleta.


Oggi il 30enne marchigiano, rimasto in silenzio negli 11 mesi lontano dalle corse in cui è stato impegnato a difendersi (lo stop è iniziato dopo l'anomalia riscontrata in un unico controllo al Tour de Langkawi 2024, ndr), ha voluto commentare la notizia in prima persona e tramite i suoi legali. 


LA DIFESA

L’avv. Giovanni Monaco, il dott. Alessandro Monaco e l’avv. Pietro Negri, in qualità di Difensori del Sig. Giovanni Carboni:

“Prendiamo atto della decisione del Tribunale Antidoping. Pur rispettando tale pronuncia, non ne condividiamo le conclusioni, peraltro succinte.

Riteniamo, infatti, che le articolate evidenze scientifiche presentate da questa difesa e dai consulenti tecnici non siano state effettivamente confutate e che la decisione abbia sostanzialmente recepito la SOLA ricostruzione proposta da ITA, senza confrontarsi in modo approfondito con le spiegazioni scientifiche alternative offerte durante il procedimento.

Per questa ragione il Sig. Carboni, con il nostro patrocinio, ha deciso di proporre appello dinanzi al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS/CAS), confidando che tale sede possa consentire un esame pieno delle questioni scientifiche poste al centro del procedimento.

Continueremo a difendere con determinazione la posizione e la pluriennale reputazione sportiva dell’Atleta, pur nel pieno rispetto delle istituzioni sportive.”

DICHIARAZIONE DELL'ATLETA GIOVANNI CARBONI 

“Dopo circa 1 anno di sospensione dalla mia attività sportiva FINALMENTE ho ricevuto una risposta, se pur negativa! La sentenza, che ovviamente non condivido, mi dà la possibilità di rivolgermi ad un Tribunale indipendente e composto da un collegio arbitrale.

Preciso che sono sempre stato collaborativo nei confronti delle istituzioni sportive, adempiendo a tutti gli obblighi di cooperazione cui un atleta trasparente è tenuto in caso di sospetto di violazione di una norma antidoping.

Due medici ematologi quali miei consulenti tecnici di fama internazionale, hanno dato una risposta scientificamente valida e alternativa alla presunta ed unica PROBABILITÀ di doping, contestatami dal panel di “esperti” ABP (Athlete Biological Passport).

I dottori hanno provato dettagliatamente che l’unica asserita anomalia del passaporto biologico è dovuta al grave stato di malattia in cui mi trovavo la sera del prelievo del campione contestato e nei giorni seguenti.

Confido pienamente nella mia difesa e nell’operato dei miei periti.”


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COMMENTI
Bullet
8 agosto 2026 06:57 Angliru
Ma non era quello che affermava che con il passaporto biologico era tutto ok ?

Angliru
8 agosto 2026 11:32 Giovanni c
infatti...un genio

Quindi?
8 agosto 2026 13:16 Buzz66
Cosa volete dire? Che Bullet ha sbagliato?
Questa è la dimostrazione più EVIDENTE del fatto che abbia ragione!!!!
Io veramente non capisco se ci siete o ci fate….🤣🤣🤣🤣

Presunto
8 agosto 2026 14:55 cocco88
Squalifica per presunta irregolarità … crea un precedente pericoloso … ci deve essere certezza .. dispiace per l atleta

Angliru
8 agosto 2026 16:02 Albertone
Si, afferma tante cose. Poi come si vede il doping c'è

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