Dopo il grave incidente occorso ieri al Tour de Suisse in cui è stata coinvolta Urska Zigart, il sindacato mondiale delle cicliste si è riunito e oggi la sua fondatrice e direttrice operativa ha emesso la dichirazione che vi proponiamo integralmente.
A seguito del grave incidente verificatosi ieri nell’ultimo chilometro della seconda tappa del Tour de Suisse Women, CPA Women, in rappresentanza delle cicliste, chiede una revisione sostanziale dell’attuale modello operativo di SafeR.
Fin dall’inizio, il CPA e il CPA Women hanno creduto fermamente nel progetto SafeR. Abbiamo investito tempo, energie e risorse nel suo sviluppo, partecipando attivamente e in modo costruttivo al suo lavoro. Abbiamo sempre considerato SafeR uno strumento essenziale per affrontare le sfide del ciclismo professionistico moderno e per rispondere alle aspettative di atlete, squadre, organizzatori, organi di governo, sponsor e tifosi.
I progressi compiuti negli ultimi anni meritano di essere riconosciuti. Tuttavia, continuano a verificarsi incidenti gravi ed è nostra responsabilità chiederci se l’attuale sistema stia fornendo tutte le risposte di cui il nostro sport ha bisogno.
Il ciclismo non deve temere il cambiamento. Insieme all’UCI, all’AIOCC, all’AIGCP e a tutte le parti interessate coinvolte nel ciclismo professionistico, abbiamo sviluppato conoscenze e competenze considerevoli. Riteniamo che sia giunto il momento di rivedere e rafforzare il funzionamento di SafeR, assicurando che disponga degli strumenti, della struttura e dell’autorità necessari per identificare i rischi in modo più efficace e per prevenire gli incidenti prima che si verifichino.
I corridori rimangono pienamente impegnati a contribuire in modo costruttivo a questo processo. La sicurezza è una responsabilità condivisa e il miglioramento continuo deve rimanere al centro dei nostri sforzi collettivi. Il nostro obiettivo comune è chiaro: rendere il ciclismo professionistico più sicuro, preservando al contempo l’integrità, la credibilità e il futuro del nostro sport.