L’apertura alare di Jonas Vingegaard, nel momento dell’esultanza sotto il traguardo, è il “frame” che è piaciuto molto a Ciro Scognamiglio su Gazzetta Sportiva, andato a cogliere la similitudine tra il modo di gioire del danese e quello di Pantani. Insomma un cameo del leader al Pirata.
Le prime pagine della rosea sono dedicate alla quinta vittoria in quest’edizione del Giro da parte del campione venuto dai fiordi, entrato nel club esclusivo di chi, oltre alla corsa in rosa, ha vinto Tour e Vuelta. Vingegaard, che autorizza all’uso dei punti esclamativi i titolisti, fa scrivere il Corsera: “a undici chilometri dalla vetta dell’ultima salita Jonas sveste i panni del ragioniere e sfrutta l’ultima possibilità di emozionare usando un artificio classico del ciclismo”. Vero, anche se mai perdere di vista quanto ricorda Repubblica: “Vingegaard, Gall, Hindley, come una litania, con la mancanza di fantasia che tutto il Giro d’Italia 2026 ha avuto. I primi tre di Piancavallo sono i primi tre del Blockhaus, di Pila e di Carì”.
Definendo Vingegaard il campione del cuore, La Stampa esce dai più stretti confini della supremazia atletica e ricorda come il Giro ed il suo padrone abbiano ricordato le vittime del sisma i n Friuli. Su Il Giornale, Pier Augusto Stagi mette anche l’accento sulla partecipazione calda del pubblico a Piancavallo, sublimazione della forza attrattiva del ciclismo: “Una montagna di passione sulla montagna: non per un caso, ma per amore”. All’estero, intanto, se l’Equipe, riferita a Vingegaard, titola (senza per questo relativizzarne il successo in rosa) “il più forte dell’altro mondo”, in Danimarca ci pensa Ekstra Bladet (“Tour sotto i riflettori”) ad alzare l’asticella. “Il re danese del Giro non si è lasciato abbattere dopo le difficoltà in Italia e ha un messaggio chiaro su cosa significhi questa prestazione per il grande obiettivo estivo”.
GAZZETTA SPORTIVA
E’ TUO!
Ha allargato le braccia tanto, tantissimo. Più che poteva. Anche Marco Pantani faceva così ed è venuto naturale pensarlo quando Jonas Vingegaard ha finito di “divorare” la salita di Piancavallo, l’ultima del Giro d’Italia 109, la stessa che il Pirata fece sua nel 1998. Secondo più fonti il danese ha anche battuto il record di mitica scalata (36’17” contro 36’20”), di sicuro ha messo in scena l’impresa più bella per mettere il sigillo sulla corsa della Gazzetta che ha dominato. La vincerà ufficialmente oggi a Roma, con il non trascurabile bonus di cinque successi di tappa (solo 1 meno del Pogacar 2024): da primo danese di sempre, da ottavo della storia dopo Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, Nibali e Froome ad avere in bacheca Giro, Tour e Vuelta. (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
GIRO, IL SIGILLO DI RE VINGO
Dopo aver gestito per tre settimane il Giro d’italia come fosse un libro contabile, a undici chilometri dalla vetta dell’ultima salita Jonas sveste i panni del ragioniere e sfrutta l’ultima possibilità di emozionare usando un artificio classico del ciclismo: la lunga fuga solitaria verso il traguardo. Intendiamoci, Vingegaard non è Pogacar: niente «cinque» ai centomila lungo il percorso, niente borracce lanciate ai bambini, niente pugni vibrati al cielo. Spazio solo all’arcinoto omaggio agli affetti più cari: bacio alla foto dei pargoli sul manubrio e poi alla fede al dito. (Marco Bonarrigo)
LA STAMPA
VINGEGAARD, IL CAMPIONE DEL CUORE
La maglia rosa non è solo il simbolo della supremazia atletica, qualche volta lancia i messaggi del cuore. Come è successo ieri a Gemona, dove il Giro ha ricordato - con una breve cerimonia prima nella caserma, poi al cimitero dove riposano le 440 vittime del sisma del 1976 - il terremoto che devastò il Friuli cinquant'anni fa. E poi con la scritta celebrativa sulla maglia di Vingegaard. «Il Friuli ringrazia e non dimentica».
Nessuno meglio di Jonas, padrone assoluto della corsa, avrebbe potuto indossarla in una giornata speciale, che è stata anche la sua rinascita. In Italia ha ritrovato ottime sensazioni dopo gli infortuni del 2025 (polso e commozione cerebrale). (Daniela Cotto)
REPUBBLICA
VINGEGAARD DA SOLO FINO ALL’ULTIMO
OGGI LA PASSERELLA IN ROSA A ROMA
Vingegaard, Gall, Hindley, come una litania, con la mancanza di fantasia che tutto il Giro d’Italia 2026 ha avuto. I primi tre di Piancavallo sono i primi tre del Blockhaus, di Pila e di Carì. I primi due sono gli stessi di tutti gli arrivi in salita, a parte quello di Piani di Pezzè, una concessione di Vingegaard allo scudiero Sepp Kuss. Nessun vero colpo di scena, nessun regalo agli avversari e vantaggi crescenti, misurati col bilancino. (Cosimo Cito)
IL GIORNALE
IL GIRO È DI VINGEGAARD
Anticipa ancora tutti, anticipa anche la passerella finale di questa sera a Roma. Si prende l’applauso più bello, quello del Friuli Venezia Giulia. Una montagna di passione sulla montagna: non per un caso, ma per amore.
Anticipa ancora tutti Jonas Vingegaard, per prendersi l’applauso finale, per il quinto acuto che è nuovamente assolo. Una vittoria sulle strade di Pantani, un volo d’airone che onora la montagna di gente che l’aspetta in Friuli. Quinto successo di tappa, per l’ingresso ufficiale nel club esclusivo di chi ha conquistato tutti e tre i Grandi Giri: con lui diventano otto (Anquetil, Gimondi, Merckx, Hinault, Contador, Nibali e Froome quelli che l’hanno preceduto), cosa non riuscita ancora al sommo rivale Pogacar, che lo attende in Francia per una sfida che si preannuncia spaziale, tra poche settimane. (Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
LE PLUS FORT DE L’AUTRE MONDE
Il suo predominio al Giro d'Italia è culminato ieri pomeriggio nelle Prealpi Carniche con la quinta vittoria di tappa. Jonas Vingegaard, in rosa e da solo sulla sua bicicletta, ha sferrato il colpo di grazia alla classifica generale. (Thomas Perotto)
TUTTOSPORT
Si CICCONE È AZZURRO, CARUSO ANCORA TOP TEN
A Piancavallo il pokerissimo lo firmano in due. Quello della maglia rosa Jonas Vin-gegaard riguarda i successi di tappa in questo Giro d’Italia. Meno prestigiosa tuttavia particolare e difficilmente imitabile è la cinquina di Felix Gall: è sempre arrivato 2° nelle tappe vinte da Vingegaard. La Gemona del Friuli-Piancavallo è una fotosintesi del Giro 2026. Jonas ha trionfato con 1’15” su Gall, 3° Jai Hindley. Sono anche i primi tre della classifica generale. E sul monte che domina Pordenone i primi dieci dell’ordine d’arrivo rappresentano in ordine leggermente differente la top10 della classifica generale. (Alessandro Brambilla)
CORRIERE DELLO SPORT
VINGE DI TANTO
Una cinquina per la tripla corona. Jonas Vin-gegaard chiude da padrone assoluto il Giro d’Italia e, nella penultima frazione con doppia scalata verso Pian-cavallo, firma il quinto successo di tappa e si prepara all’apoteosi odierna a Roma. Nella città eterna, verrà incoronato per la prima volta sovrano della Corsa Rosa dopo i due Tour de France conquistati (2022 e 2023) e la Vuelta di Spagna (2025) parti-ta dall’Italia. «Negli ultimi metri, mi sono voluto godere il pubblico e la folla lungo la strada», ha dichiarato soddisfatto al traguardo. A 29 anni, il danese del Team Vi-sma-Lease a Bike diventa l’ottavo ciclista della storia a vincere tutte e tre le corse a tappe. (Alberto Dolfin)
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