CICCONE. «QUESTA MAGLIA VALE, NON È UN PREMIO DI CONSOLAZIONE»

GIRO D'ITALIA | 30/05/2026 | 17:40
di Francesca Monzone

Sette anni dopo, Giulio Ciccone è di nuovo il re della montagna del Giro. L’abruzzese della Lidl-Trek, che ha vestito anche un giorno la maglia rosa a Cosenza, è stato di gran lunga il più combattivo della corsa: tre volte terzo, sempre pronto ad approfittare di un’occasione per scattare e inventarsi qualcosa.


Ci ho messo sempre il cuore. Mi dispiace per non aver vinto una tappa, era uno dei miei obiettivi principali insieme con la maglia azzurra – spiega Ciccone, 31 anni -. Ho provato di tutto per vincerla, ci credevo davvero tanto, ma alla fine posso ritenermi soddisfatto anche se ho sprecato tantissime energie. Oggi ero vuoto, ero morto. Ho puntato tutto su questa maglia per portarla a Roma. Non è un premio di consolazione, è stato un bel Giro per me, e sono molto soddisfatto”.


Nel 2019 Ciccone aveva conquistato la maglia azzurra con la vittoria a Ponte di Legno, la tappa del Mortirolo: “Stavolta è stato molto più complicato, nel 2019 era stato più divertente, adesso più difficile, il ciclismo è cambiato parecchio negli ultimi anni e il livello si è alzato, però l’importante è rimanere al passo”.

C’è stato anche un momento simpatico sulla salita di Piancavallo. Vingegaard in rosa si avvicina a Ciccone e gli dice qualcosa: ”Ci siamo parlati, con Jonas c’è un ottimo rapporto. Mi ha detto in maniera chiara “vai, la maglia azzurra è tua, non è nel nostro interesse conquistarla”.

Poi Giulio riprende così: “È stato un Giro difficile. Non è mai facile lasciare la classifica e dedicarsi alle tappe e alla maglia della montagna. Ci sono state giornate difficili in cui non sapevo come comportarmi, sono sincero, e c’è stata anche tensione da parte mia. Poi strada facendo ho cambiato l’obiettivo e da lì in poi è iniziato un nuovo Giro per inseguire una vittoria di tappa e fare i punti per questa maglia”.

L’abruzzese non si ferma: “Adesso qualche giorno di riposo, poi il piano è di andare al Tour, lo farò in supporto di Ayuso. Abbiamo anche Pedersen e Skjelmose, saremo una grande squadra”. La maglia a pois della montagna l’ha già vinta al Tour 2023: “E’ una delle maglie più belle. E poi  ho ancora obiettivi personali in questa stagione, c’è pure il Mondiale…”.


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COMMENTI
Ciccone
30 maggio 2026 19:57 Frank46
Sono sicuro che è un bravissimo ragazzo. Un pò fumantino ma puro. Spesso prende scelte sbagliate in corsa ma qualsiasi scelta prende ci mette tutto il cuore. Alcuni lo sopravvalutano perchè piace tanto, altri lo sottovalutano. E' uno che divide. Per me la strada giusta è quella intrapresa in questo Giro, ma dalle sue parole si comprende bene che il principale problema è che lui non è mai stato convinto.. Andare al Tour dopo aver fatto il Giro non è il massimo perchè non è Vingegaard. Però quantomeno a prescindere già così non tenterà di fare classifica, sopratutto avendo Ayuso in squadra. Dice che aiuterà Ayuso ma io me lo immagino sopratutto battitore libero. Poi nel caso potrebbe anche aiutarlo.

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