E alla fine, sotto il sole di Alleghe, Giulio Ciccone si veste con la maglia azzurra di miglior scalatore: l’ha tolta a Vingegaard passando primo sui passi Duran, Coi, Forcella Staulanza e soprattutto Giau-Cima Coppi, più il secondo posto sul Falzarego e il terzo al traguardo. La maglia era di Vingegaard e lui l’aveva in prestito, ma adesso è sua. Sul traguardo è terzo alle spalle di Kuss e del compagno di squadra Gee.
«Oggi era una tappa dove chi ne aveva andava – spiega Ciccone, 31 anni, un giorno in rosa a Cosenza -. Sulla prima salita, il Duran, il passo è stato fortissimo, ci siamo subito rotti. Io ho sprecato tantissimo, ho corso per la maglia della montagna e per prendere i punti dovevo correre così per forza, non avevo scelta. Devo dire anche che sono stato molto fortunato, ho trovato in fuga diversi corridori che mi hanno dato una mano come Giulio Pellizzari che devo ringraziare tantissimo, così come Bettiol sulla prima salita».
Da incorniciare l’accelerazione di Pellizzari sul Giau e la risposta di Ciccone: i due Giulio nazionali, fianco a fianco, sulla salita Cima Coppi.
In cima al Falzarego c’è stato il battibecco con il colombiano Rubio, che fa la volatina, batte Ciccone e gli toglie dieci punti in classifica. «Peccato, non volevo innervosirmi, ma diciamo che proprio quel gesto non me l'aspettavo, non l'ho proprio capito. E da lì diciamo che mi è partita l’idea nella testa di attaccare. Il piano era già quello di fare la discesa a tutta perché sapevamo che era un terreno dove potevamo guadagnare».
Ciccone si lancia alla sua maniera, guadagna tornante su tornante, uno spettacolo: “Per l'arrabbiatura ho fatto qualche curva un po' più spericolata”. Giulio spiega ancora: «Con Rubio si è trattato di rispetto e oggi lui penso che non abbia avuto proprio il rispetto. Penso si sia arrabbiato perché forse voleva il Red Bull km, ma quello era un gioco di abbuoni ed era roba per gli uomini in classifica (con Ciccone c’era il compagno Gee, ndr), io non c'entravo assolutamente nulla e lui se l'è presa con me pensando che appunto fosse colpa mia. Sul Gpm del Falzarego ho sbagliato io perché mi sono fidato di lui, e invece lui ha fatto una mossa da piccolo corridore».