Quando la raggiungiamo telefonicamente, Cristina Tonetti è in viaggio assieme alle compagne della Laboral Kutxa - Fundación Euskadi verso Cesenatico, da dove sabato scatterà il Giro d’Italia Women. La 23enne lombarda arriva alla sua quarta “corsa rosa” con il piglio giusto, reduce dalle buone prestazioni della Vuelta a Burgos Feminas dove ha conquistato il settimo posto nella tappa di Burgos e il nono al termine della frazione che si è conclusa a Pedrosa de Duero. «Sto bene e sono davvero contenta di essere riuscita ad entrare per due volte in top-10. Nella gara spagnola ho corso principalmente in appoggio alle compagne di squadra (terzo posto finale di Ostolaza, ndr) ma avevo delle buone sensazioni e quando ci sono state delle occasioni personali da cogliere non ho esitato. Ora sono pronta per questo Giro d’Italia che affronto col morale alto».
Tonetti ha preparato la “corsa rosa” a casa, senza training camp in altura calibrando bene i carichi di lavoro e il tempo dedicato al recupero, alla famiglia e agli amici. Cristina lo evidenzia più volte, sottolineando quanto il tema sia importante per lei: «La prima parte di stagione non è andata come mi ero immaginata e così, dopo le gare in Belgio e le Classiche, in accordo con la squadra, ho modificato un po’ il programma originale. Ho lavorato tanto prendendomi però anche del tempo da dedicare a me e alla mia famiglia. Ho resettato e ricaricato le batterie preparandomi per le tappe del Giro».
A proposito di tappe, Cristina non ha una frazione preferita, nessun giorno già “scelto” a priori: «L’obiettivo è interpretare la gara al meglio, essere utile alla squadra, rappresentarla al meglio e cogliere le opportunità che si presenteranno».
Il team, la squadra. Tonetti mette spesso il gruppo in primo piano e lo fa anche prima di salutarci: «Non vedo l’ora di vivere questo Giro d’Italia Women assieme alle mie compagne della Laboral Kutxa. Passo dopo passo, pedalata dopo pedalata, in tre anni siamo cresciute molto e, come ho scritto qualche giorno fa sui miei social, quando un gruppo crede fortemente in qualcosa, non ci sono sogni impossibili».
E allora via, verso il sogno che chi ama il ciclismo ha avuto almeno una volta da bambino. Via, verso il Giro d’Italia.
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