Afonso Eulalio arriva a Pola a 2’49” da Vingegaard e lascia quella maglia rosa che ha indossato per nove tappe, ma il portoghese della Bahrain Victorious non è affondato, anzi: ora è secondo in classifica a 2’26” dal danese. “Quella finale è stata una salita molto lunga e molto dura, e ci siamo arrivati dopo tante altre salite e con tanta fatica – spiega il portoghese, 24 anni -. Mi sono staccato presto (a 9 km dall’arrivo, ndr) ma ho provato a resistere fin dove potevo, soffrendo tutto quello che potevo fin sulla linea d’arrivo”.
E’ il cambio di ritmo di Sepp Kuss, apripista di Vingegaard, a mettere sulle ginocchia il portoghese, che però continua con il suo passo e non va alla deriva. “Per fortuna ha tenuto una volta di più Damiano Caruso, che ha fatto un lavoro fenomenale e mi ha dato tanto morale – riprende Eulalio -. Damiano con me è stato eccezionale. Ho davvero provato a difendere questa maglia come potevo”.
L’ex maglia rosa ha già un ritardo di 1’12” dal gruppo di Vingegaard quando, dopo il lavoro di Piganzoli, il danese si alza sui pedali e se ne va a 4,6 km dall’arrivo. Ne perde quindi 1’37” nella parte finale, più dura, della salita di Pila. Ma su di lui rientra Caruso: Damiano lo bagna con la borraccia, lo incita come un padre con un figlio, gli dà una pacca sulle spalle, poi si mette davanti a fargli il ritmo e lo scorta fino al traguardo. Uno a fianco dell’altro. Un gesto di amicizia, generosità e leadership che solo un grande uomo, prima ancora che un grande corridore, può fare: non dimentichiamo che il ragusano è sempre l’ultimo italiano a essere salito sul podio finale del Giro, secondo nel 2021 alle spalle di Egan Bernal.
Eulalio indossa adesso la maglia bianca di miglior giovane con 1’56” su Pellizzari: “Queste nove maglie rosa le voglio dedicare a tutta la mia squadra, a ogni persona del team, a tutti quelli che mi hanno spinto e motivato. Sono secondo in classifica? C’è ancora una settimana, l’importante adesso è recuperare nei prossimi due giorni (domani Milano, poi lunedì il terzo e ultimo giorno di riposo, ndr), e continuare a motivarmi al meglio che posso. Ho la maglia bianca, vediamo se mi dà anche questa un po’ di morale e di forza come quella rosa, e poi vediamo che cosa succede”.
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