Damiano Caruso lo ha detto subito al traguardo: “Rispetto al Blockhaus, secondo me, Eulalio ha gestito bene la situazione e insieme abbiamo cercato di trovare un ritmo che ci permettesse di arrivare con il minor distacco possibile”.
Il siciliano della Bahrain-Victorious realizza ancora una volta una prestazione molto solida. A 38 anni sta disputando il suo nono Giro d’Italia, la corsa nella quale è arrivato secondo nel 2021 ma anche quarto nel 2023 e quinto nel 2025, sempre il migliore italiano in classifica: una vittoria nel 2021, la tappa di Valle Spluga-Alpe di Motta. Ieri ha chiuso 17° a 2’55”, a sei secondi dal suo capitano Eulalio, nel gruppetto con O’Connor, l’australiano partito sicuramente con ambizioni di podio. In classifica è 14° a 8’49” da Vingegaard, ma la top ten è a meno di tre minuti,
Caruso si asciuga il sudore e riparte: “Sì, chiaramente ci tengo molto a far bene nell’ultima settimana. Devo recuperare soprattutto un po' di energia e poi provare un giorno per la vittoria di tappa, ma non è così semplice, e neanche scontato. Invece che uscire di classifica, ha più senso, arrivati a questo punto, cercare di portare a casa un piazzamento con Eulalio nei primi dieci, difendere la sua maglia bianca e vedere se anch’io posso migliorare la generale”. Ultima settimana che si affronta con una classifica già ben delineata, un padrone assoluto (Vingegaard) e che propone tre arrivi in salita: martedì in Svizzera a Carì, poi venerdì il tappone dolomitico Alleghe-Piani di Pezzé con il duro Giau-Cima Coppi e sabato la doppia scalata a Piancavallo prima del trasferimento a Roma. Caruso è uomo di fondo, che esce alla distanza. Autentico uomo guida all’interno della Bahrain Victorious, signore di un ciclismo fatto di principi e rispetto. E crediamo che ci sia tutto lo spazio per regalarsi una grande gioia in questo suo ultimo Giro.
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