Giulio Ciccone ci ha provato fino in fondo ed è stato l’ultimo ad arrendersi al potere di Vingegaard. L’abruzzese della Lidl-Trek aveva messo nel mirino la tappa con arrivo a Pila, una delle più attese, ma ancora una volta ha dovuto fare i conti con la superiorità del danese e della sua Visma-Lease a Bike: è stato ripreso a 5 km dall’arrivo, sotto il forcing di Piganzoli. «Come avevo già detto, questa era una giornata dove sicuramente gli uomini di classifica avrebbero voluto far bene – racconta Ciccone, 31 anni, un giorno in maglia rosa a Cosenza: in Val d’Aosta aveva vinto la tappa di Cogne nel 2022 -. Ci tenevo perché comunque era una partenza dura e ci tenevo a essere davanti. Penso che il nostro destino fosse segnato e forse anche moralmente non è facile quando comunque capisci la direzione che sta prendendo la gara. Purtroppo non sempre abbiamo la lucidità per capire più o meno come va, magari dalla tv si percepisce sempre forse meno, però alla fine oggi è stata una giornata complicata».
Giulio, che ha chiuso al traguardo a 6’17”, è andato a caccia di punti sui Gran premi della montagna (primo su Lin Noir e Verrogne) e adesso è terzo con 75 punti: guida Vingegaard con 161. Guarda comunque con fiducia alle ultime tappe del Giro per lasciare il segno: «La condizione è abbastanza buona, quindi cerchiamo di andare ancora avanti alla ricerca di una vittoria».
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