«Penso che ognuno oggi farà la propria gara» (Giada Borgato, opinionista Rai, lascia intendere che nel ciclismo si possa fare anche la gara degli altri).
Felicitazioni da parte dei vertici delle Frecce Tricolori per la vittoria di Alberto Bettiol: da appassionato aviatore ha dato un’ottima dimostrazione su come si prende il volo.
Spiegato perché al passaggio da Vercelli buona parte del gruppo avesse in volto un’espressione felice: in tanti erano stati avvisati che quella era la città del riso.
Curiosità per la comunicazione della Unibet, che usa un linguaggio adeguato allo sponsor: per il team francese il Giro non è una corsa a tappe, ma a puntate.
Soddisfazione al Cern per aver individuato una nuova unità di misura: visti i cartelli comparsi al Giro, la potenza del patron Cairo non si misura in watt ma in vattene.
Preoccupazione in sala stampa per i collegamenti con gli arrivi di tappa: dopo il battello a Verbania e la funivia a Pila, si teme che sugli arrivi alpini vengano forniti gli skyroll.
L’entourage di Jonas Vingegaard chiarisce che non c’è alcuna relazione fra le telefonate del danese alla famiglia dopo l’arrivo e i suoi attacchi telefonati.
«Uno che si chiama Afonso come vuoi che si trovi con il caldo?» (Stefano Rizzato, motocronaca Rai, non ricorre solo al bagaglio tecnico, ma anche al Bagaglino).
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