"Se avessi dovuto ricorrere all'intelligenza artificiale non sarei nemmeno partito”. Parole di un emozionato ed emozionante Alberto Bettiol sul traguardo verbanese. Eppure, l’IA non è un tabu nel ciclismo moderno, così spiega l’inviata de La Stampa (l'intelligenza artificiale ha un ruolo sempre più importante er ottimizzare gli allenamenti, analizzare le prestazioni e perfezionare l'alimentazione). “Il ciclismo è sentimento, non watt. Sono stato definito l’ultimo dei romantici” ha detto Bettiol, di cui Pier Augusto Stagi su Il Giornale ha ricordato il digiuno di vittorie durato quasi due anni, mentre cinque ne sono passati dalla precedente affermazione al Giro. E se il cuore di Alberto dà lo spunto ai titolisti di Repubblica un altro italiano si guadagna massima visibilità su L’Equipe: è Davide Piganzoli, che il quotidiano transalpino vede con i galloni di luogotenente scelto del capitano Vingegaard. Quasi un presagio in vista del tappone valdostano?
GAZZETTA DELLO SPORT
BETTIOL AL BACIO
Più di una vittoria. È stata una poesia, questa. Alberto Bettiol l’ha scritta in nemmeno quattro ore lungo i 187 chilometri tra Alessandria e Verbania, con la forza della sua classe e un cuore fuori dal comune “volando” a 48,4 all’ora di media, lui che il brevetto di pilota ce l’ha sul serio e adora stare ad altezza nuvole. Non poteva che trionfare così, emozionando tutti prima in sella e poi con parole potentissime: «Il ciclismo è sentimento, non watt. Sono stato definito l’ultimo dei romantici. Se avessi dovuto ricorrere all’intelligenza artificiale, non sarei nemmeno partito...». Ha un sacco di impegni da assolvere, eppure vorrebbe ancora andare avanti a raccontare questo toscano di 32 anni che non si sente vecchio, semmai «il più giovane di tutti». (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
BETTIOL VITTORIA DA BRIVIDI
«Nel 2019 ho vinto la gara più bella del mondo, il Giro delle Fiandre. Nel 2024 quella più antica del mondo, la Milano-torino. E ieri per la seconda volta una tappa della corsa che amo di più, il Giro d’italia. So di rendere meno di quanto ci si aspettava da me, di gareggiare in modo istintivo e a volte di comportarmi da ca**one in gara. Ma non cambierei con niente e nessuno i miei dieci anni da professionista». Alberto Bettiol plana da trionfatore sulla 13ª tappa del Giro, dopo aver mirato con precisione un successo da dedicare alla sua famiglia e a quella della fidanzata Lisa (che abita qui) e che gli permette di ricordare lo storico coach Marcello Massini, maestro di decine di campioni toscani, morto il giorno in cui il Giro partiva e che lui aveva sentito al telefono «soltanto poche ore prima, quando mi ha fatto gli auguri con un filo di voce». (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
IL CUORE IN SALITA DI BETTIOL
La ragazza di Alberto Bettiol, Lisa, vive ad Ungiasca. Da lì a Verbania è tutta salita - ripida, ma breve- e discesa lunga e complicata. Bettiol ha fatto un capolavoro (Cosimo Cito)
LA STAMPA
L’AI AL GIRO
Schiavi dei numeri, non solo nella vita quotidiana, ma anche nello sport professionistico. Se nel calcio spopolano gli algoritmi per la scelta dei potenziali campioni (non sempre con successo), nel ciclismo l'intelligenza artificiale ha un ruolo sempre più importante per ottimizzare gli allenamenti, analizzare le prestazioni e perfezionare l'alimentazione. Esistono piattaforme dedicate e strumenti di analisi che elaborano i dati di ogni corridore (soprattutto frequenza cardiaca e potenza). E per adattare in tempo reale gli sforzi al livello di stanchezza e di dispendio calorico. Lo spiega Brent Copeland, general manager della "Hagens Berman Jayco", dirigente di alto livello con un passato nella Motogp. (Daniela Cotto)
IL GIORNALE
SULLE STRADE DI GANNA VINCE A SORPRESA L’AMICO BETTIOL
Si arriva sulle strade di Filippo Ganna ma a vincere è un suo amico, Alberto Bettiol, che queste srrade conosce a memoria, visto che sono quelle di Lisa, la sua fidanzata. Vince dopo quasi due anni dall’ultima sua affermazione datata 23 giugno 2024, Campionato Italiano a Sesto FIorentino. Vince un’altra tappa del Giro(Stradella)dopo cinque anni: “è sempre bello quando si vince” - dice raggiante l’ex tricolore. “Già essere alla partenza consapevole che all’arrivo ci sarebbero state tutta la mia famiglia e quella della mia ragazza era già per me una vittoria” (Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
IL NUOVO LUOGOTENENTE DI VINGEGAARD
L’italiano Davide Piganzoli, 23 anni, gregario di lusso del danese al Giro, per la prima annata alla Visma Lease a Bike, Il lombardo scopre un altro ciclismo e continua a migliorare. Giovedì in riva al mare Ligure, venerdì sul lago Maggiore, la vita italiana prende facilmente i contorni di una cartolina e non appare proibito pensare che i suoi abitanti abbiano di meglio da fare che pensare alla Coppa del Mondo di Calcio, per la terza volta senza di loro. (Thomas Perotto)
TUTTOSPORT
UNA FUGA D’AMORE, CAPOLAVORO BETTIOL
Oltre la linea d’arrivo viene travolto dall’abbraccio della fidanzata Lisa Cavallini. Il pubblico di Verbania lo osanna. Tutti in festa per Alberto Bettiol, effi cace punta della XDS – Astana, vincitore della Alessandria-Verbania, velocissima tappa del Giro d’Italia. Ieri la tappa non ha detto nulla per la classifica generale, tuttavia i corridori l’hanno affrontata con l’impeto di una nobile classica. Infatti Bettiol ha trionfato a 48,456 di media su 187 km col fi nale difficile. All’arrivo ha preceduto di 26” il norvegese Tobias Leknessund, 3° a 44” Jasper Suyven e poi tutti i protagonisti della lunga fuga. (Alessandro Brambilla)
CORRIERE DELLO SPORT
FELICITÀ BETTIOL
Un successo studiato in allenamento. Il toscano Alberto Bettiol torna al suc-cesso al Giro d’Italia sulle strade che oramai conosce bene visto che da queste parti vive la fidanzata Lisa. Per questo, dopo aver indovinato la fuga giusta, è scattato ai -13 km dal traguardo, è (quando mancavano 100 metri alla vetta del gran premio della montagna di terza categoria ad Ungiasca), vincendo la resistenza del norvegese Andreas Leknessund. A quel punto, ha pennellato le curve dell’ultima discesa e si è involato all’arrivo in solitaria, prendendosi anche il tempo di godersi gli applausi del pubblico, tra cui c’erano anche la sua dolce metà e il fratello Сosimo. (Alberto Dolfin)
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