Alberto Bettiol è felice quando viene chiamato a commentare a caldo la sua impresa odierna a Verbania: «È sempre bello quando si vince, poi se lo fai qui nella mia ormai seconda casa da un paio d'anni perché la mia ragazza è di qua, tutta la sua famiglia e anche qualcuno che non c'è più - chiaro il riferimento a Marcello Massini, decano dei direttori sportivi toscani, scomparso pochi giorni fa - insomma mi hanno spinto oggi. Già essere alla partenza consapevole che all'arrivo ci sarebbero state tutta la mia famiglia e la mia seconda famiglia, i miei amici quelli veramente stretti, era già per me una vittoria. Poi già prendere la fuga stamattina non è stato per niente semplice, tutti guardavano Pippo e anche Sobrero e in qualche modo ce l'ho fatta e ho detto: ok, secondo step raggiunto, adesso devo inventarmi un modo per provare a resistere alla salita perché sapevo che era al limite per me, la conoscevo bene, onestamente insomma era veramente dura, in qualche modo ce l'ho fatta a ingannare un po' questi scalatori ed è bello, è bello vincere, è bello vincere con l'Astana, è bello vincere a Verbania, è bello avere qua tutte le persone più care quindi ringrazio tutti a nome mio e poi è bello, insomma è tutto molto bello me lo godo».
E ancora: «Ho cominciato a pensare a questa tappa a dir la verità da quando Pippo mi aveva un po' detto che forse c'era la possibilità che si arrivasse a Verbania: una volta entrato in fuga, mi sono detto, cercherò di combattere con tutto me stesso per cercare di perdere meno possibile in salita poi la discesa riesco forse a recuperare qualcosa. Io non sono uno scalatore e invece niente è andato tutto meglio del previsto, non avevo compagni, mi aspettavo che qualcuno anche attaccasse prima sul lago... Ma se le emozioni sono queste, mi accontento di vincere ogni due anni...».
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