Terza vittoria italiana del 109° Giro d'Italia dopo Ballerini e Ganna, la seconda firmata XDS Astana (terza in totale per il team cino-kazako, considerando Silva in Bulgaria) e la prima di Alberto Bettiol: nono successo in carriera per il 32enne di Castelfiorentino, che dopo aver fatto da gregario di lusso a Ulissi e Scaroni l'altroieri, si mette in proprio e conquista la 13^ tappa, la Alessandria-Verbania da 189 chilometri!
A quasi mezzo minuto Andreas Leknessund (Uno X) che ha cullato il sogno sull'ultima asperità ma si deve accontentare del 2° posto solitario. Completa il podio Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step) che precede allo sprint Michael Valgren (Education First), Mark Donovan (Pinarello Q36.5) e Josh Kench (Groupama FDJ) che fa un balzo nella top-20 generale.
CRONACA
Che fosse una giornata per la fuga lo si percepiva fin dal mattino e lo si è ben visto dalle prime battute. La fuga si forma in tre tronconi, durante una prima ora sopra i 50km/h. Ad aprire i fuochi d'artificio dopo una decina di chilometri è il campione nazionale cileno Vicente Rojas (Bardiani Csf 7 Saber) ma a scappar via è un sestetto, poi raggiunto da un quintetto, cui poi si aggrega un quartetto, mentre perde il treno buono Gijs Leemreize (Picnic PostNL) che si trova a inseguire da solo prima di rassegnarsi.
Siamo al termine del "trittico per attaccanti" cominciato l'altroieri tra Toscana e Cinque Terre col tris di Narvaez, e proseguito ieri con Segaert finisseur a Novi Ligure. D'altro canto siamo alla vigilia delle montagne di domani. Risultato: il gruppo lascia andare con piacere. Al km 53 avviene il definitivo ricongiungimento, a giocarsela saranno i seguenti 15 corridori: Mikkel Bjerg (UAE), Alberto Bettiol (XDS Astana), Michael Valgren (Education First), Francesco Busatto (Alpecin Premier Tech), Toon Aerts (Lotto Intermarchè), Larry Warbasse (Tudor), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Mark Donovan (Pinarello Q36.5), Diego Sevilla e Mirco Maestri (Polti VisitMalta), Andreas Leknessund e Markus Hoelgaard (Uno X), Johan Jacobs, Axel Huens e Josh Kench (Groupama FDJ).
Sono quindi rimaste fuori Ineos Netcompany e Lidl Trek, che pur hanno provato un inseguimento coi "cognati" Filippo Ganna, particolarmente motivato dall'arrivo nel suo territorio, e Matteo Sobrero. Ma Ganna, che poi ci riproverà col compagno Ben Turner, è il sorvegliato speciale e viene sempre ripreso. Il gruppo, controllato da Visma Lease a Bike e Bahrain Victorious, sale fino a 13 minuti e si gode questa traversata di cinque province piemontesi tra risaie e colori spettacolari.
Tutto si decide sul doppio strappo nei 25 chilometri conclusivi sul lago Maggiore. Sulla salitella di Bieno la Groupama FDJ fa valere lo status di formazione in superiorità numerica e fa l'andatura con Jacobs, dopodiché intraprende le più ripide rampe verso Ungiasca con Huens a scortare Kench, che si prende gli abbuoni del Red Bull KM. La squadra francese fa selezione, ma la miccia scoppia sul chilometro finale della salita (-13 dal traguardo) con l'attacco di Leknessund. L'accelerazione del norvegese è però prematura: Bettiol prima gestisce e poi parte al momento perfetto, raggiunge l'alfiere Uno X sulla curva a sinistra appena prima del GPM, lo svernicia all'esterno tra due ali di folla e si lancia solitario in discesa verso la sua seconda affermazione al Giro dopo la vittoria di Stradella del 2021, con dedica speciale al compianto maestro Marcello Massini.
Esaurita la benzina, Leknessund riesce comunque a evitare il ritorno dei quattro uomini organizzatisi dietro di lui e menzionati in apertura: menzione speciale per Stuyven, che passa dal servizio per il ciclamino Magnier alla caccia delle fughe, 2° a Napoli, 5° ieri e 3° oggi. Per la settima posizione Mikkel Bjerg anticipa di qualche metro un drappello con Francesco Busatto, Markus Hoelgaard, Diego Sevilla (che chiude la top-10) e Larry Warbasse. A seguire, Mirco Maestri è 12° battendo Toon Aerts. A circa 4 minuti Huens e Jacobs, che hanno dato se stessi per Kench.
Invariate le maglie distintive, con la leadership della corsa che sarà oggetto di contesa in Val d'Aosta: riuscirà Jonas Vingegaard a cambiare colore, dall'azzurro degli scalatori al rosa che ora è di Afonso Eulalio?
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