GIRO D'ITALIA. CHICCO PELLEGRINO, LA TAPPA DI PILA E QUELLA VOGLIA DI BICI...

INTERVISTA | 22/05/2026 | 16:16
di Aldo Peinetti

Domani la sveglia di Chicco Pellegrino sarà puntata sul far del giorno. Già, perché la gloria dello sport valdostano tutto, fondista eccelso dall’alto di quattro medaglie olimpiche e due Coppe del Mondo, è anche un grande appassionato di ciclismo, non solo sul sofà di casa ed ecco giustificata la levataccia: “da Aosta, prima di raggiungere la zona di partenza, mi cimenterò con la prima parte di questa frazione molto esigente da capoluogo a Pila. Per uno come me nato nello Sci Club Saint-Barthélemy l’ascesa che attende subito i corridori non è e non può in alcun modo essere come le altre. Teniamo conto che proprio sulle piste in cui ho iniziato a sciare ho terminato la mia carriera nel marzo scorso”.


Il gemellaggio tra due ruote e sci stretti è consolidato, sancito anche da storie come quella del norvegese Nordhagen, che fu campione del mondo giovanile di cross country per poi dedicarsi con ottimi risultati al ciclismo(stessa traiettoria da parte di Vacek). Pellegrino, del resto, fermo non riesce a stare e recentemente si è anche cimentato in un vertical, “rimediando una di quelle salutari “sberle” che ti invitano a dare il massimo nella preparazione”.


Di cosa? Dei prossimi appuntamenti, che per ciò che riguarda il ciclismo propongono a “Chicco” un chiaro orizzonte: “nel prossimo mese e mezzo voglio intensitficare gli allenamenti in vista dell’ennesima parteecipazione alla Maratona dles Dolomites–Enel con la casacca del Team Enervit, aggiungendo anche la 24 ore di Feltre, manifestazione solidale, con la squadra di Paolo Kessisoglu”.

A Corvara, Pellegrino, indotto ad optare per il medio dal suo allenatore, è già arrivato a coprire 106 km del percorso in 4h32’04”. Arriva il Giro ed il portacolori delle Fiamme Oro spende volentieri una considerazione sulla frazione clou con traguardo a Pila (che conosce soprattutto per averci gareggiato in skiroll): “come spesso capitato nei tapponi valdostani, farà la differenza non questa o quella salita, ma l’insieme dei gran premi della montagna in successione, visto che parliamo di un dislivello così importante. Io inizierò a scalare Saint Barthélemy proseguendo a Doues, poi vedremo se c’è tempo per Issogne”.

Corridori favoriti? “Ammiro molto Pippo Ganna, pur non conoscendolo direttamente, ed in generale devo dire che stiamo vivendo un’epoca d’oro a livello mondiale, ne parliamo spesso con amici ciclofili come Matteo Mocellini, che mi ha fatto incontrare corridori sensibili al fondo come Frigo e Pasqualon”.

Nella Vallée, le speranze di vedere un corridore del territorio al Giro sono riposte nei fratelli Agostinacchio: «Io gareggio alla Due Giorni Marchigiana - racconta Filippo - mentre Mattia è ad Aosta. La frazione di Pila sarà decisiva per la classifica generale, con Saint- Barthelemy dura ma pedalabile, destinata a fare la selezione per la prima fuga”.

Il dilettante Matteo Arlian (team Overall) è figlio del primo allenatore di Pellegrino ed è alla prima annata nel ciclismo under 23, dopo le annate da fondista. Non c’è interlocutore più azzeccato per scoprire Saint-Barthelemy: “farà subito danni, non prevedo che qualcuno esca da solo, ma quella alita può far emergere gerarchie. E’l unga, spiana un po' a metà. Ma non mancano pezzi “impestati”. 


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