Giacomo Leopardi, lui, di "turbamenti" se n'intendeva. Ciclisticamente parlando, è il Corriere della Sera più di tutti a sdoganare quel termine, associandolo all’ipotesi, fondata, che in casa Red Bull stiano cambiando le gerarchie, con un’impennata delle azioni di Jay Hindley ed una tendenza ribassista di Giulio Pellizzari. Un “fixing” che da italiani si spera solo volatile. Molto potrebbe dire quello che Gazzetta definisce secondo round, in cima a Corno alle Scale, di cui Ciro Scognamiglio descrive con efficacia i contorni (10,8 chilometri al 6,1%, culla sciistica di Alberto Tomba e luogo dove nel 2004 vinse Simoni davanti a Cunego. C’è tutto).
Tocca a Repubblica corroborare l’ipotesi che Pellizzari stia trovando un rivale interno in Jay Hindley (“sgambettava che era un piacere” - annota l’inviato Cosimo Cito, a fronte di un Giulio “piuttosto in crisi negli ultimi cento metri”). Leopardi dove lo abbiamo lasciato? Molto probabilmente (immagina Pier Augusto Stagi su Il Giornale) non sul banco di scuola frequentato da Johnatan Narvaez, il cui “sabato del villaggio”, richiamato nell’ampio titolo di un articolo che occupa tre quarti di pagina, non ha nulla dei turbamenti di cui sopra. All’estero, uno sguardo nel mondo di Felix Gall anche attraverso le sensazioni positive dell’entourage Decathlon GGM CMA circa la forma dell’Austriaco. Che corre per una pagina francese, d’accordo, ma una pagina su L’Equipe l’ha già meritata senza vincere. In Ecuador, intanto, festeggiano: “Nadie lo detiene! Jhonatan Narvaez firma doblete en el Giro d’Italia y gana la octava etapa” . Il sito de El Universo contiene non è solo celebrativo, però, contiene un monito per gli avversari di Narvaez: “Nadie lo detiene!”. Chi lo ferma il buon Jhonatan?
GAZZETTA DELLO SPORT
JONAS & GIULIO, SECONDO ROUND
Non c’è tregua. Non adesso, non è ancora il momento. Domani il Giro d’Italia vivrà il secondo dei tre giorni di riposo previsti, ma intanto oggi si sale ancora. Si va in cima a Corno alle Scale (10,8 chilometri al 6,1%): la culla sciistica di Alberto Tomba - dove nel 2004, nell’unico precedente, vinse Simoni davanti a Cunego, suo compagno e poi re di quel Giro - non sarà un Mortirolo o uno Zoncolan, però può ugualmente far male, anche perché arriva dopo l’accoppiata Blockhaus (venerdì)-Muri marchigiani (ieri). (Ciro Scognamiglio)
CORRIERE DELLA SERA
I TURBAMENTI DI PELLIZZARI: L'ANTI VINGEGAARD È LUI O IL SUO COMPAGNO HINDLEY?
Di Grammont, Kwaremont e Koppenberg conosciamo tutti i cambi di pendenza e ogni ciottolo di pavé, di Reputolo, Capodarco e Monte Marino sarà il caso di imparare almeno i nomi. I «Muri» fermani non raggiungeranno mai la fama di quelli fiamminghi ma averne inseriti quattro ieri nel tracciato dell’ottava tappa del Giro 109 ha elettrizzato il finale di corsa. E se i distacchi tra i big sul traguardo si sono contati in (pochi) secondi, l’effetto collaterale della profusione di acido lattico oggi potrebbe avere conseguenze più pesanti, prima del giorno riposo. (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
PELLIZZARI HA UN RIVALE IN CASA, ANCHE HINDLEY E’CAPITANO SULLA MONTAGNA DI TOMBA
I muri marchigiani non hanno ispirato Giulio Pellizzari. “L’abbiamo portata a casa, speravo di arrivare tra i primi sulle mie strade, ma sarà per un’altra volta”. Negli ultimi metri è sembrato piuttosto in crisi, in acido lattico mentre davanti il suo compagno Jay Hindley sgambettava che era un piacere. Come nel finale del Blockhaus del resto. Non è che qualcosa in casa Red Bull sta velocemente cambiando? Giulio è ancora il capitano? (Cosimo Cito)
Il GIORNALE
IL SABATO DEL VILLAGGIO ESALTA NARVAEZ, E VINGEGAARD ATTENDE
E’ probabile che Jhonatan Narvaez non sappia nemmeno chi è Giacomo Leopardi e che non sia a conoscenza del suo “sabato del villaggio”, anche se ieri gli irti muri marchigiani li ha spianati con vorace determinazione. Un ecuadoregno a Fermo, dopo aver fatto sua la tappa di Cosenza. Bis personale, tris per il team UAE Emirates, la squadra emiratina che ha perso subito tre pedine fondamentali come Adam Yates, Jay Vine e Marc Soler andati fuori Giro già dalla prima tappa, ma che non si è persa d’animo e si è messa in modalità battaglia. (Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
FELIX GALL: HO FATTO UN GRANDE PASSO AVANTI
Ieri mattina, in occasione dell'ottava tappa, Gall è arrivato sorridente davanti alla Cattedrale di San Giustino a Chieti, proprio il luogo dove Giulio Ciccone si è sposato tre anni fa. Il giorno prima, al Blockhaus, l'austriaco non si aspettava di perdere così poco tempo da Jonas Vingegaard, appena 13 secondi, mentre Jai Hindley (3°), Giulio Pellizzari (4°) e tutti gli altri erano a più di un minuto di distanza. "È fantastico vedere quanto sono in forma", ha detto. (Julien Chesnais)
TUTTOSPORT
UAE VERA CORAZZATA, NARVAEZ FIRMA IL BIS
Da sempre il traguardo di Fermo è adatto a corridori esplosivi. Ieri la Chieti-Fermo, tappa numero 8 del Giro d’Italia, se l’è aggiudicata un finisseur che eccelle per esplosività: Jhonatan Narvaez. L’ecuadoriano della Uae Emirates-Xrg sul colle di Fermo ha bissato la vittoria ottenuta a Cosenza nella pri-ma tappa italiana. Ieri Narvaez, 29 anni, ha preceduto di 32” Andreas Leknessund. La Uae Emirates ha confermato di essere molto più di una squadra: gli emiratini nelle tappe in Bulgaria hanno perso Adam Yates, Marc Soler e Jay Vine. (Alessandro Brambilla)
CORRIERE DELLO SPORT
SIGILLO NARVAEZ
Nemmeno i muri fermani sono riusciti a frenare la fame di vittoria di Jhonatan Narvaez. Dopo lo spunto vincente nella volata ristretta a Cosenza, il campione nazionale ecuadoriano è stato doppiamente bravo a infilarsi nella fuga giusta dopo i tanti tentativi di altri corridori stoppati dal gruppo e poi ha letteralmente spianato le pendenze terribili delle stradine marchigiane. (Alberto Dolfin)
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