«I TRE SARTI DEL RE», APPUNTAMENTO MARTEDÌ 19 MAGGIO ALLE 22.45 SU RAIDUE

TV | 15/05/2026 | 08:18

Rai 2, in ambito Giro d’Italia 2026, ha deciso di dedicare altri spazio in palinsesto al ciclismo e allora, martedì 19 maggio, alle 22.45, andrà in onda il docufilm di Raisport ‘I tre sarti del Re’, scritto e diretto da Franco Bortuzzo.


Faliero Masi, Ernesto Colnago e Ugo De Rosa sono ‘I tre sarti del Re’, e cioè i tre artigiani italiani che hanno fatto quasi tutte le bici vincenti di Eddy Merckx. Tre personaggi del mondo del ciclismo, che hanno avuto destini diversi nelle loro rispettive carriere, ma anche tre artisti del telaio che, come ha detto lo stesso Eddy Merckx nel docufilm scritto e diretto da Franco Bortuzzo e prodotto da Raisport, “… hanno il ciclismo nel sangue”.


525 vittorie su 1800 gare disputate: questo il bilancio, impressionante, del corridore belga, non per niente detto ‘il cannibale’ (anche se a Merckx questo termine non è mai piaciuto troppo). Le prime vittorie ottenute con le bici in acciaio realizzate del mitico toscano, naturalizzato milanese, che aveva la ‘bottega’ al velodromo Vigorelli, un’officina dove sono passati tutti i grandi ciclisti degli anni Cinquanta e Sessanta, da Coppi ed Anquetil in giù.

Poi i successi a raffica, in soli tre anni, grazie alle bici dell’Ernesto di Cambiago, il ‘patrun’ che, in seguito, ha rivoluzionato il mondo del ciclismo, grazie all’introduzione del carbonio, sua intuizione. E ancora, i trionfi di tutta la seconda parte di carriera del belga, con le bici ‘con il cuore’ di Ugo, l’artigiano che ha fatto conoscere al mondo ciclistico la duttilità, la rigidezza e la ‘classe’ del titanio.

Nelle parole di Alberto Masi, il figlio di Faliero, di Ernesto Colnago e di Cristiano De Rosa, il figlio di Ugo, ma anche attraverso quelle dello stesso Eddy Merckx, andiamo a riscoprire un’epoca d’oro per il ciclismo, quella compresa fra il 1966 e il 1976. Ma poi, attraverso i progressi tecnici espressi in ambito Record dell’Ora, a partire proprio da quello ottenuto da Eddy Merckx con la Mexico Oro di Colnago, passando attraverso quello di Francesco Moser, fino ad arrivare all’ultimo di Filippo Ganna, andiamo a scoprire come si è modificato l’artigianato nella bicicletta fino a giorni nostri, giorni in cui la galleria del vento, il computer, il CAD, le stampanti a 3D sono diventate realtà quotidiana.

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