L'avventura bulgara del Giro d'Italia si conclude con la terza tappa, la Plovdiv - Sofia di 175 km. Si tratta di una frazione che può essere divisa in due parti: la prima sempre leggermente a salire che si conclude alla stazione sciistica di Borovets (gpm di 2a categoria al km 103,2) e la seconda sempre leggermente a scendere fino all’arrivo di Sofia.
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La tappa si svolge su strade larghe anche nelle montagne. Nell’ultima parte di avvicinamento alla città si entra in un settore a scorrimento veloce. Gli ultimi 8 km sono praticamente rettilinei sempre in leggerissima discesa fino all’ultimo chilometro dove la strada diventa pianeggiante. E tutto lascia pensare ad una nuova volata.
LE STRADE DEL GIRO. Il gran finale in terra di Bulgaria collega le due città più grandi del Paese seguendo un percorso tutto sommato semplice ma non banale. E, soprattutto, interessante anche per chi segue la corsa.
Si parte da Plovdiv, che sfoggia con orgoglio i grandiosi monumenti dell’epoca romana quali il Teatro, il Foro e lo Stadio. Da sempre centro economico e strategico di primaria importanza, Plovdiv conserva ancora le testimonianze dei popoli che nel corso dei secoli l’hanno governata. Così la visita della città regala frequentissime sorprese tra chiese bizantine e moschee, caratteristiche architetture in legno del periodo e sinagoghe. Da non perdere la Kyniaz Aleksander, la via pedonale lunga quasi due chilometri sulla quale si affacciano i palazzi più significativi costruiti dai ricchi mercanti del posto nel XVIII e XIX secolo. Tra le strade acciottolate che si inoltrano nella città vecchia si incontrano gallerie d’arte, musei, accademie musicali e negozi di rigattieri perdersi tra divise sovietiche, tappeti turchi e costumi tradizionali.
Attraversate le storiche cittadine di Pazardzhik e Dolna Banja, la strada sale alla volta di Borovets, la più importante stazione di sport invernali della Bulgaria, più volte sede di gare di Coppa del mondo di sci alpino e di biathlon. La rete di sentieri che da qui si snoda nelle estese foreste di conifere che circondano la località invita a una passeggiata al fresco in un ambiente silenzioso e inconsueto.
Prima di arrivare a Sofia, la strada costeggia il lago di Iskar, ultimo luogo dove fermarsi prima dello sprint finale.. La capitale della Bulgaria non delude le aspettative e nonostante la sua estensione va visitata preferibilmente a piedi. Solo così ci si può lasciare stupire dalla magnificenza di piazza Nezavisimost (piazza Indipendenza), o dai particolari marciapiedi gialli del centro storico: chiamati zhaltite paveta, furono realizzati in occasione del matrimonio dello zar Ferdinando agli inizi del Novecento.
Assolutamente da visitare, poi, sono la Cattedrale di St. Aleksander Nevsky - una delle più grandi chiese ortodosse del mondo, adornata da imponenti cupole placcate in oro e con interni ricchi di affreschi e splendide icone -, e la Cattedrale di Santa Sofia, costruita sotto il dominio dell’imperatore Giustiniano (VI sec.) con l’interno a tre navate, volte a botte e una grandiosa cupola. Ultima tappa prima di gettarsi nell’animata vita mondana cittadina è la Chiesa di Bojana, un capolavoro medievale conosciuto per gli affreschi ben conservati del XIII secolo.
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