Domenica in edicola. La Gazzetta, prima di scendere nei risvolti della seconda tappa, affida al commento di Pier Bergonzi una critica velata, ma non troppo, al Re Pescatore ed al Duca di Camerino. Dietro ai confidenziali soprannomi si cela un rilievo nei confronti dei due corridori, sintetizzato nel titolo. Dovevano crederci fino al traguardo, non l’hanno fatto ma ci sarà tempo, questo sì. Al Corsera, intanto, si batte il tasto sul doppio binario di una corsa che dopo cinque ore di noia ha offerto un condensato di situazioni, “nel bene e nel male”. Prima delle pagine sportive, però, il classico inserto Italia in Giro allarga gli orizzonti e titola: “L’arrivo a Sofia, la capitale crocevia di culture”. Da leggere. Dotta citazione da parte di Cosimo Cito su Repubblica, che paragonando Adam Yates ad un fante della battaglia di Campaldino costringe il lettore a qualche sfuocata reminiscenza. A Rep due ruote a braccetto nel segno delle cadute, con ruzzolone al Giro abbinato a quanto accaduto al moto Gp. Noia, paura e maxi-caduta ricorrono nel titolo e nell’articolo de Il Giornale, che aggiunge un riferimento all’assenza di ambulanze. In Francia, intanto, la perdita della maglia rosa da parte di Magnier non crea scompiglio. Semmai, a L’Equipe, l’attenzione verso le cose del pedale va oltre alla facile critica di sciovinismo nei confronti dei transalpini. Hanno un inviato all’Angliru per la Vuelta donne ed ovviamente in Bretagna per il Tro Bro Leon. Chapeau.
GAZZETTA DELLO SPORT
JONAS E GIULIO, PECCATO NON CREDERCI FINO AL TRAGUARDO
Per chi non lo avesse ancora capito, questo Giro d’Italia vive soprattutto sulla sfida tra Jonas Vingegaard, il Re Pescatore, e Giulio Pellizzari, il Duca di Camerino. Un duello generazionale, tra il ventinovenne danese che bussa alla leggenda per aggiungere il Giro ai due Tour (2022 e ’23) e alla Vuelta (2025), e il più atteso dei giovani italiani (22 anni), che si affida alle più spavalde speranze. Il suo nome solletica ogni fantasia, perché non vinciamo la maglia rosa da Nibali 2016 e non saliamo sul podio dal 2021 (Caruso 2° dietro Bernal). (Pier Bergonzi)
CORRIERE DELLA SERA
UNA MAXI CADUTA, LA FESTA DI SILVA
VINGEGAARD-PELLIZARI, E’ GIA’ SHOW
Due maglie azzurrine dell’Astana hanno dominato la seconda tappa del Giro d’italia. Gioia per il team kazako che, a corto di fondi, aveva disperato bisogno del successo. Tra caschi integrali, occhialoni e volti coperti dal fango, difficile ieri identificare subito il vincitore: chi ha votato Diego Ulissi, chi era certo si trattasse di Christian Scaroni. Doppio errore: corsa e maglia rosa sono andati a Guillermo Silva, 24 anni, il primo uruguaiano alla partenza del Giro. Cinque ore di noia, trenta minuti in cui tutto quello che può accadere in una corsa è accaduto, nel bene e nel male. (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
TUTTI GIU’ PER TERRA, NEL GIRO DEGLI INCIDENTI LA SORPRESA E ’SILVA
All’arrivo Adam Yates sembrava un fante della battaglia di Campaldino, il corpo diviso a metà dai segni del fango e del sangue che sgorgava ancora da un taglio sulla tempia. Era uno dei favoriti del Giro, ha perso 13 minuti ed è uscito di classifica dopo due tappe. I compagni Vine e Soler hanno abbandonato, Buitrago e Vlasov sono finiti in ospedale. A 22 km dall’arrivo, in discesa, si viaggiava a 70 orari, “la strada era molto sporca, c’era tanto fango” ha raccontato Ciccone, terzo sul traguardo di Veliko Tarnovo, “ma si sa che le prime tappe sono così” (Cosimo Cito)
IL GIORNALE
NOIA E PAURA: MAXI - CADUTA, NIENTE AMBULANZE, YATES MASCHERA DI SANGUE
Può succedere di tutto quando ormai sembra che nulla possa più succedere? È esattamente quello che è successo ieri pomeriggio nella seconda tappa di questo Giro di «Bulgaria» che oggi va a concludersi. Tappa di noia piena, corsa ad andatura turistica, con soli due ragazzi coraggiosi (la maglia azzurra del Gpm Mediolanum Sevilla e Maestri, compagni di squadra della Polti-Visit-Malta, ndr) che fin dal primo chilometro prendono a vanno: resteranno in fuga 194 km. Noia dicevamo, quando a 23 km dall’arrivo, con il gruppo lanciato in discesa ad oltre 60 all’ora, la corsa ha un terribile risveglio. Altra caduta massiva, questa ancora più brutta di quella dell’altro giorno. Finiscono a terra Adam Yates e Morgado, Kelderman e Derek Gee, Buitrago e Vendrame. Sono tanti i corridori che finiscono violentemente contro il guardrail. Buitrago, Vine e Soler sono costretti al ritiro. La tappa viene neutralizzata per 5 km, perché tutte le ambulanze sono impegnate a soccorrere i corridori e quindi viene a mancare alla corsa l’assistenza medica necessaria. (Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
PREMIERS SORTILEGES
Una caduta di gruppo ha caratterizzato, ieri, la seconda tappa vinta dalla nuova maglia rosa, Guillermo Thomas Silva. UAE Emirates-XRG ha perso due corridori e le ambizioni nella generale con Adam Yates. Jonas Vingegaard va in fuga e passa
Il Giro ha fatto le sue prime vittime, ieri, tra le nebbie del Grand Balkan, catena di monti che ci ha ricordato il Massiccio Centrale, con le sue foreste fitte che attraversano la Bulgaria dal Mar Nero fino al punto più occidentaler. Mancavano 23 km di questa tappa fin qui insipida (traduciamo così lénifiante), con due Polti nella fuga, Mirco Maestri e la maglia azzura Diego Pablo Sevilla, quando una parte del plotone s’è ritrovata a terra in un frangente. (Julien Chesnais)
TUTTOSPORT
SILVA, SPRINT STORICO DOPO LA MAXI CADUTA
Guillermo Thomas Silva, 24 anni, è il primo corridore dell'Uruguay che indossa la maglia rosa. L'ha conquistata ieri col successo nella Burgas-Veliko Tarnovo, tappa con pioggia, paura e fuochi d'artificio. Silva in volata ha preceduto Florian Stork, Giulio Ciccone e Christian Scaroni. Fa festa la XDS-Astana per merito di Silva e Scaroni. Paul Magnier partito da leader, come previsto, è giunto in ritardo. Alcune squadre hanno perso pezzi importanti e devono rivedere le strategie. (Alessandro Brambilla)
CORRIERE DELLO SPORT
CADUTE E POI SILVA
La pioggia e una maxi-caduta da brividi sconvolgono la seconda tappa del Giro d'ITalia. A 23 chilometri dal traguardo di Veliko Tarnovo, quando il gruppo era appena tornato compatto dopo la lunga fuga del tandem Team Polti-Visit Malta Mirco Maestri e Diego Pablo Sevilla(a caccia di punti per la maglia azzurra) ecco il patatrac sull'asfalto viscidissimo. Il primo a finire per terra è stato Marc Soler, e, tra i trenta malcapitati, ha portato giù con sé diversi compagni della UAE Team Emirates XRG come Jay Vine e Adam Yates. (Alberto Dolfin)
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