CARTAGIRO. LA RASSEGNA STAMPA DELLA CORSA ROSA

GIRO D'ITALIA | 10/05/2026 | 09:10
di Aldo Peinetti

Domenica in edicola. La Gazzetta, prima di scendere nei risvolti della seconda tappa, affida al commento di Pier Bergonzi una critica velata, ma non troppo, al Re Pescatore ed al Duca di Camerino. Dietro ai confidenziali soprannomi si cela un rilievo nei confronti dei due corridori, sintetizzato nel titolo. Dovevano crederci fino al traguardo, non l’hanno fatto ma ci sarà tempo, questo sì. Al Corsera, intanto, si batte il tasto sul doppio binario di una corsa che dopo cinque ore di noia ha offerto un condensato di situazioni, “nel bene e nel male”. Prima delle pagine sportive, però, il classico inserto Italia in Giro allarga gli orizzonti e titola: “L’arrivo a Sofia, la capitale crocevia di culture”. Da leggere. Dotta citazione da parte di Cosimo Cito su Repubblica, che paragonando Adam Yates ad un fante della battaglia di Campaldino costringe il lettore a qualche sfuocata reminiscenza.  A Rep due ruote a braccetto nel segno delle cadute, con ruzzolone al Giro abbinato a quanto accaduto al moto Gp. Noia, paura e maxi-caduta ricorrono nel titolo e nell’articolo de Il Giornale, che aggiunge un riferimento all’assenza di ambulanze. In Francia, intanto, la perdita della maglia rosa da parte di Magnier non crea scompiglio. Semmai, a L’Equipe, l’attenzione verso le cose del pedale va oltre alla facile critica di sciovinismo nei confronti dei transalpini. Hanno un inviato all’Angliru per la Vuelta donne ed ovviamente in Bretagna per il Tro Bro Leon. Chapeau.


GAZZETTA DELLO SPORT 
JONAS E GIULIO, PECCATO NON CREDERCI FINO AL TRAGUARDO
Per chi non lo avesse ancora capito, que­sto Giro d’Ita­lia vive soprat­tutto sulla sfida tra Jonas Vin­ge­gaard, il Re Pesca­tore, e Giu­lio Pel­liz­zari, il Duca di Came­rino. Un duello gene­ra­zio­nale, tra il ven­ti­no­venne danese che bussa alla leg­genda per aggiun­gere il Giro ai due Tour (2022 e ’23) e alla Vuelta (2025), e il più atteso dei gio­vani ita­liani (22 anni), che si affida alle più spa­valde spe­ranze. Il suo nome sol­le­tica ogni fan­ta­sia, per­ché non vin­ciamo la maglia rosa da Nibali 2016 e non saliamo sul podio dal 2021 (Caruso 2° die­tro Ber­nal). (Pier Bergonzi)


CORRIERE DELLA SERA 
UNA MAXI CADUTA, LA FESTA DI SILVA 
VINGEGAARD-PELLIZARI, E’ GIA’ SHOW
Due maglie azzur­rine dell’Astana hanno domi­nato la seconda tappa del Giro d’ita­lia. Gioia per il team kazako che, a corto di fondi, aveva dispe­rato biso­gno del suc­cesso. Tra caschi inte­grali, occhia­loni e volti coperti dal fango, dif­fi­cile ieri iden­ti­fi­care subito il vin­ci­tore: chi ha votato Diego Ulissi, chi era certo si trat­tasse di Chri­stian Sca­roni. Dop­pio errore: corsa e maglia rosa sono andati a Guil­lermo Silva, 24 anni, il primo uru­gua­iano alla par­tenza del Giro. Cin­que ore di noia, trenta minuti in cui tutto quello che può acca­dere in una corsa è acca­duto, nel bene e nel male. (Marco Bonarrigo)

REPUBBLICA 
TUTTI GIU’ PER TERRA, NEL GIRO DEGLI INCIDENTI LA SORPRESA E ’SILVA
All’arrivo Adam Yates sembrava un fante della battaglia di Campaldino, il corpo diviso a metà dai segni del fango e del sangue che sgorgava ancora da un taglio sulla tempia. Era uno dei favoriti del Giro, ha perso 13 minuti ed è uscito di classifica dopo due tappe. I compagni Vine e Soler hanno abbandonato, Buitrago e Vlasov sono finiti in ospedale. A 22 km dall’arrivo, in discesa, si viaggiava a 70 orari, “la strada era molto sporca, c’era tanto fango” ha raccontato Ciccone, terzo sul traguardo di Veliko Tarnovo, “ma si sa che le prime tappe sono così” (Cosimo Cito)

IL GIORNALE
NOIA E PAURA: MAXI - CADUTA, NIENTE AMBULANZE, YATES MASCHERA DI SANGUE 
Può suc­ce­dere di tutto quando ormai sem­bra che nulla possa più suc­ce­dere? È esat­ta­mente quello che è suc­cesso ieri pome­rig­gio nella seconda tappa di que­sto Giro di «Bul­ga­ria» che oggi va a con­clu­dersi. Tappa di noia piena, corsa ad anda­tura turi­stica, con soli due ragazzi corag­giosi (la maglia azzurra del Gpm Medio­la­num Sevilla e Mae­stri, com­pa­gni di squa­dra della Polti-Visit-Malta, ndr) che fin dal primo chi­lo­me­tro pren­dono a vanno: reste­ranno in fuga 194 km. Noia dice­vamo, quando a 23 km dall’arrivo, con il gruppo lan­ciato in discesa ad oltre 60 all’ora, la corsa ha un ter­ri­bile risve­glio. Altra caduta mas­siva, que­sta ancora più brutta di quella dell’altro giorno. Fini­scono a terra Adam Yates e Mor­gado, Kel­der­man e Derek Gee, Bui­trago e Ven­drame. Sono tanti i cor­ri­dori che fini­scono vio­len­te­mente con­tro il guar­drail. Bui­trago, Vine e Soler sono costretti al ritiro. La tappa viene neu­tra­liz­zata per 5 km, per­ché tutte le ambu­lanze sono impe­gnate a soc­cor­rere i cor­ri­dori e quindi viene a man­care alla corsa l’assi­stenza medica neces­sa­ria. (Pier Augusto Stagi)

L’EQUIPE
PREMIERS SORTILEGES
Una caduta di gruppo ha caratterizzato, ieri, la seconda tappa vinta dalla nuova maglia rosa, Guillermo Thomas Silva. UAE Emirates-XRG ha perso due corridori e le ambizioni nella generale con Adam Yates. Jonas Vin­ge­gaard va in fuga e passa 
Il Giro ha fatto le sue prime vittime, ieri, tra le nebbie del Grand Balkan, catena di monti che ci ha ricordato il Massiccio Centrale, con le sue foreste fitte che attraversano la Bulgaria dal Mar Nero fino al punto più occidentaler. Mancavano 23 km di questa tappa fin qui insipida (traduciamo così lénifiante), con due Polti nella fuga, Mirco Maestri e la maglia azzura Diego Pablo Sevilla, quando una parte del plotone  s’è ritrovata a terra in un frangente. (Julien Chesnais)

TUTTOSPORT 
SILVA, SPRINT STORICO DOPO LA MAXI CADUTA
Guillermo Thomas Silva, 24 anni, è il primo corridore dell'Uruguay che indossa la maglia rosa. L'ha conquistata ieri col successo nella Burgas-Veliko Tarnovo, tappa con pioggia, paura e fuochi d'artificio. Silva in volata ha preceduto Florian Stork, Giulio Ciccone e Christian Scaroni. Fa festa la XDS-Astana per merito di Silva e Scaroni. Paul Magnier partito da leader, come previsto, è giunto in ritardo. Alcune squadre hanno perso pezzi importanti e devono rivedere le strategie. (Alessandro Brambilla)

CORRIERE DELLO SPORT
CADUTE E POI SILVA
La pioggia e una maxi-caduta da brividi sconvolgono la seconda tappa del Giro d'ITalia. A 23 chilometri dal traguardo di Veliko Tarnovo, quando il gruppo era appena tornato compatto dopo la lunga fuga del tandem Team Polti-Visit Malta Mirco Maestri e Diego Pablo Sevilla(a caccia di punti per la maglia azzurra) ecco il patatrac sull'asfalto viscidissimo. Il primo a finire per terra è stato Marc Soler, e, tra i trenta malcapitati, ha portato giù con sé diversi compagni della UAE Team Emirates XRG come Jay Vine e Adam Yates. (Alberto Dolfin) 

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