CATS & MISDEEDS. NO ITALEXIT

GIRO D'ITALIA | 08/05/2026 | 16:50
di Cristiano Gatti

We start under the sign of the second French Paul, this Magnier who will devour plenty of opponents, a huge headache for our Milan. There's also a mass crash with a miraculously light toll, in a final alley designed straight out of Dario Argento, or one of his sadistic cousins, Bulgaria forever the new frontier.


And anyway thank goodness we got started: honestly, I was beginning to suffocate from anxiety, continuing to read all these presentations-introductions, invariably marked by mourning for the disastrous conditions of Italian cycling.


Let's be clear: it's the pure truth. I wouldn't lift a finger to argue otherwise. Just browse through the various articles and it's one long festival: never so few Italians at the start (hooray, a new record), no wins since Nibali 2016, the zero persists in the top-tier teams column (Bardiani and Polti keep the light burning), we can only dream of stage wins with Ganna, Milan and I'd add Scaroni (may heaven bless and preserve them for a very long time), in the general classification we're left with only Pellizzari (and thank goodness, I say, usually we're hanging on Ciccone, who punctually confirms he's not a GC rider). On top of that, the Giro itself adds another burden, this time saved in terms of prestige and nobility only by Vingegaard's intelligent choice (always grateful) to win the third grand tour as well, a Giro however that does nothing to demand respect, just look at the lineups sent by the teams to understand that they're playing with reserves anyway.

And so on, and so on, and so on.

The truth is known: we live in a time that smells very much like Italexit. Italy's exit from the great international race. And naturally, unlike Brexit, none of us voted for it. Yet. Yet here we are and we can't tell ourselves otherwise. It all comes down to understanding whether it's a slow and unstoppable fall into hell, or whether it's a painful French-style purgatory, that is, an era of transition and reconstruction waiting for a messiah, a Seixas of ours capable alone of reviving the old body, say it's really Finn.

In the meantime, we won't make the mistake of throwing anything away. We still have the Giro and we'll enjoy the Giro anyway. We're not so ignorant as not to know that any achievement will have a relatively lighter weight anyway, because the real weight is registered at the Tour with that participation of the best of the best, even at the level of domestiques, but this shouldn't prevent us from playing the game we have. I won't bore you again with predictions that even grandmothers have in their heads by now, but yes, let's parrot along, Vingegaard without opponents, Pellizzari who at this point in his life – with these opponents – can only finish second otherwise it's a disturbing frustration for his future, the scraps entrusted to Bernal, Yates, Mas, cited more to make critical mass than for actual world-class stature, obviously leaving due space for the wise men of the situation all ready with the ecumenical formula "there can always be a surprise," sure, why not, so everything counts and they win anyway.

Let's hold onto what's left, try to see only the glass half (a quarter) full, let's stand in the way of this slow and creeping Italexit. It will still be beautiful and fun, if in the absence of the first division the second division gives it all without pause. There's a national-popular Italy that still wants and demands its May Christmas, that the young riders don't reduce the celebration to bread and onions. When there's no strength, you need imagination. Or do we want to bring Vingegaard to Rome without even messing up his hair?


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COMMENTI
E quindi ?
8 maggio 2026 17:06 Angliru
Manca il senso generale...

Scoperta
8 maggio 2026 17:26 Craven
Cose note e arcinote purtroppo ma forse adesso iniziano ad essere più evidenti. Però la musica da trasmettere per molti continua a essere la stessa.

Sig Gatti
8 maggio 2026 17:48 Eli2001
su Vingegaard é male informato, sembra che sia qui solo qualche giorno per allenarsi e poi si ritirerà. Chiedere a Craven per i dettagli, magari a lei risponde!

Craven
8 maggio 2026 17:49 Arrivo1991
L'andazzo è questo da anni, non da oggi.
Comunque qualche buon talento lo abbiamo.

Ganna
8 maggio 2026 19:13 Frank46
mi aspetterei anche Ganna vincente in almeno una tappa... Poi in mezzo alle fughe sono in tanti a poter vincere... Per me i corridori italiani otterranno buoni risultati. Si può sperare nel podio finale, maglia bianca e qualche successo di tappa. E poi magari qualcuno potrà anche stare in lotta per la maglia dei gpm.

Vingegard
8 maggio 2026 19:15 Frank46
Ovvio che al netto di infortuni e sfighe varie Vingegard non si spettinerà. Non vedo Pogacar... e neanche Seixas...

Cicli e ri-cicli storici
8 maggio 2026 19:17 VanDerPogi
Sinner, Antonelli, il record di medaglie alle Olimpiadi invernali in casa, pallavolo maschile campione mondiale, pallavolo femminile campione olimpica e mondiale...
...allo stesso tempo Nazionale di calcio e Serie A al momento più buio della loro storia. Ciclismo italiano al momento più basso della nostra storia...

Guardate i francesi. Nel 2018 vincevano i mondiali di calcio ma erano scomparsi dal mappamondo del ciclismo. Adesso hanno almeno 10 giovani talenti che sconquasseranno il ciclismo dei prossimi 10 anni.

Io non mi lamento. Nel ciclismo ho Tadej e Mathieu che mi illuminano le piovose domeniche di primavera, senza il bisogno di attaccarmi per forza ad una bandiera tricolore per guardare il ciclismo... e per Nazionale e Serie A, finalmente un po' di depressione per i calciofili accaniti che mi risparmieranno le pause caffè monotematiche in ufficio dopo le partite del milajuvinter di turno...

Vander
8 maggio 2026 19:39 Craven
Vedi, ci sono sport che si possono costruire da zero e altri no, prova tu a indovinare calcio e ciclismo a quale categoria appartengono.

Gatti
8 maggio 2026 19:42 Stef83
Se la canta e se la suona....ma alla fine non ho capito il senso dell'articolo....mah....
Viva il Giro,e cmq sempre forza Italia...

*
8 maggio 2026 19:43 Craven
(Il calcio è un gioco)

Stef83
8 maggio 2026 19:46 Eli2001
un abbraccio a chi non capisce mai ma legge comunque con costanza

E anche oggi
8 maggio 2026 20:13 ghisallo34
E anche oggi, abbiamo Eli2001 con doppia veste : difensore del gionalista e attizzatore di polemiche.
Ribadisco che è impossibile che uno non abbia interessi a fare ciò.

VanDerPogi
8 maggio 2026 20:24 Frank46
Stai sopravvalutando il movimento francese. Senza Seixas avrebbero una buona quantità di buoni corridori, ma nel ciclismo tanti buoni corridori ti fanno tanti buoni piazzamenti, un solo corridore ma fenomenale ti vince il mondo intero.

Il movimento francese senza Seixas non lo vedrei assolutamente meglio di quello italiano. La quantità non gli è mai mancata perché hanno squadre nel WT.

ELI2001
8 maggio 2026 21:12 Stef83
Spiega te....io sono ignorante...

ghisallo34
8 maggio 2026 21:35 Eli2001
io non capisco il senso della vostra squadra che si alterna a fare polemiche contro ogni cosa che viene scritta e a buttare lì idee senza senso tipo "Vingegaard si ritira". Avete anche voi un interesse? Sabotare il sito? O che altro?

Certo!
8 maggio 2026 22:32 Gnikke
Si, si, Signor Craven, ha ragione Lei!

solito articolo
8 maggio 2026 23:01 apprendista passista
La grandeur del Tour, al Giro non c'è nessuno...non mi aspettavo niente di più...Opinione personale, non condivido niente.

Articolo scontato
8 maggio 2026 23:36 Forza81
Il movimento italiano è in crisi da 1 decennio abbondante.

@ Eli2001, chiamo Lello a rispondere

@Frank due cose su cui non concordo. Inizio dalla prima:
8 maggio 2026 23:41 VanDerPogi
Facciamo pure liste e confronti:

FRANCIA
La cinquina Seixas (19), Lenny Martinez (22), Vauquelin (25), Gregoire (23), Magnier (22) noi ce la sognamo... faremmo carte false anche solo per avere gente come Laurence (24), V. Paret-Paintre (25), Rondel (22)...

ITALIA
C'è ancora chi ritiene Tiberi (25 tra un mese) una giovane promessa per le corse a tappe... Siamo (giustamente) aggrappati a Milan (25), Pellizzari (22) e Finn (19) per il futuro.
Abbiamo tanti buoni ciclisti di fascia intermedia che emergono tra i 25 e i 30 anni, gregari nelle grandi corse con occasionali opportunità di via libera in corse minori o come cacciatori di tappe (cosa di cui la Francia è ancor più piena... Costiou, Cosnefroy, Baudin, Tronchon, Zingle, l'altro Paret Paintre...)

@Frank: secondo punto... la tiritera sulla squadra World Tour
9 maggio 2026 00:04 VanDerPogi
Non riesco più a sentirla questo piagnucolio tutto italiano sulla squadra World Tour.
La squadra World Tour crea una massa critica corridori di media fascia, ma non crea le punte di diamante, i fenomeni (vedi gli ultimi 20 anni di ciclismo francese, salvato da Alaphilippe).

L'Italia non vince un mondiale da Ballan 2008, e un GT o Monumento dalle ultime imprese di Nibali.

Sai chi non ha una squadra World Tour?
La Slovacchia: Sagan (Mondiale 2015, 2016, 2017, etc..)
Il Portogallo: Rui Costa (Mondiale 2013)
La Polonia: Kwiatkowski (Mondiale 2014)
La Slovenia: Pogacar (38 GB di elenco vittorie xD), Roglic (4Vuelta 1 Giro 1 oro olimpico)
La Danimarca: Pedersen (Mondiale 2019) e Vingegaard (2 Tour 1 Vuelta)
La Colombia: Bernal (Tour 2019, Giro 2021), Quintana (Giro, Vuelta...)
L'Ecuador: Carapaz (Giro e oro olimpico)

Questo per dire, che se una nazione ha un fenomeno in bicicletta, prima o poi esce allo scoperto. Se non non ne abbiamo, è perchè non ce ne sono, con o senza World Tour.

@Frank, scusami, ho riletto il tuo commento e avevo travisato una tua frase
9 maggio 2026 00:12 VanDerPogi
Concordiamo sul fatto che un fenomeno nasce con o senza squadra WT :D
Mi son fatto prendere dall'entusiasmo quando ho letto della mancanza della squadra WT, e ti credevo della "fazione dei piagnistei giornalistici" per la mancanza di squadre italiane. Chiedo venia

Niente di nuovo
9 maggio 2026 09:22 Àaaaaaa
Il ciclismo azzurro, è in crisi da anni.
Nibali mascherò la cosa con i suoi risultati.
Ora senza punte, è più evidente

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