Il più cercato dopo l’arrivo di Trento al Tour of the Alps 2026 non è stato né Lennart Jasch né Giulio Pellizzari, bensì Federico Iacomoni, l’enfant du pays, il padrone di casa. L’atleta di Gardolo si è reso protagonista di un finale di tappa eccellente, in cui ha portato un attacco assieme a Matteo Sobrero e ha poi chiuso al terzo posto, applaudito da amici e parenti.
«Queste strade le ho fatte tutti i giorni negli ultimi 20 anni - racconta Iacomoni -. Volevo evitare l’arrivo in volata, ho attaccato in discesa, non era tecnica, ma la conoscevo come il palmo della mia mano, e allora ho dato tutto lì e sono contento di aver portato a casa questo podio. Il finale è stato molto caotico, ha favorito il mio attacco ma in realtà né io né Sobrero sapevamo che Jasch fosse rimasto davanti. Avevo le gambe dure come il pavé di Trento, ho cercato di collaborare con Sobrero il più possibile, non potevo davvero fare di più, come poi si è visto in volata che non sono quasi riuscito ad alzarmi in piedi».
Per il Team Ukyo è il terzo podio in quattro tappe, per un Tour of the Alps che sta diventato memorabile per un team Continental come il loro. L’impressione è che tutti i ragazzi che la squadra giapponese sta rilanciando abbiano tutte le carte in regola per approdare presto nel professionismo.
«Non spetta a me dire se lo merito, io ce la sto mettendo tutta, ho fatto tanti piazzamenti, mancherebbe una vittoria - ammette ancora Iacomoni, che dopo il TotA volerà in Giappone per il Tour of Japan -. Ci sto lavorando, spero di riuscire ad ottenerla e magari fare il definitivo salto tra i professionisti».
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