TRA I PIÙ VINCENTI AL MONDO E NON TROVARE UN CONTRATTO PRO’: IL PARADOSSO E IL DISAPPUNTO DI SALBY

INTERVISTA | 23/04/2026 | 08:25
di Federico Guido


Al termine del 2025, Alexander Salby è stato il primo nonché unico corridore appartenente a una squadra Continental capace di chiudere l’anno nella top ten dei plurivittoriosi di stagione riportando tra gennaio e ottobre ben nove vittorie pro’ (undici contando anche le corse .2).


Tale rendimento, stando almeno alle speranze dello sprinter danese, avrebbe dovuto nuovamente aprirgli le porte del ciclismo di prima fascia in Europa che, dopo non esser riuscito a trovare una sistemazione in seguito all’esperienza biennale alla Bingoal WB, era stato costretto a salutare a fine 2024 e invece, contrariamente a quanto ci si sarebbe potuti aspettare, nessuna formazione quest’inverno ha bussato in maniera convinta alla sua porta.

Salby così, forte di quanto mostrato nel 2025 e nel frattempo trovatosi perfettamente a suo agio con il progetto, i materiali e la struttura di una squadra cinese (la Li Ning Star) ambiziosa e solida, ha quindi deciso senza troppi problemi di prolungare la sua esperienza in Asia, continuando ad incamerare successi e punti UCI davanti a parecchie formazioni a cui forse, considerate le dinamiche del ciclismo di oggi, uno come lui avrebbe fatto comodo.

Anche in questa prima parte di 2026, infatti, il classe ’98 di Aabenraa non ha smesso di alzare le braccia al cielo come dimostrano il successo al Tour of Sharjah di gennaio, i due trionfi infilati al Tour of Thailand lo scorso marzo e l’affermazione conseguita domenica scorsa al Tour of Hainan, occasione questa dopo la quale lo abbiamo avvicinato per capire meglio come stia proseguendo la sua esperienza in oriente ma anche come siano andate le cose lo scorso inverno.

Alex, nel 2025 ci avevi detto che puntavi a tornare in Europa, quest’anno l’obiettivo è il medesimo?

“Ad essere onesto, finora non è qualcosa a cui ho pensato molto. La passata stagione, l'obiettivo principale era proprio quello, ottenere un buon contratto per tornare in Europa, ma l’annata fantastica che ho vissuto non è bastata e quindi ho cambiato leggermente mentalità. Adesso voglio solo cercare di vivere la migliore carriera possibile senza pensare troppo a dove gareggio e quindi ciò che conta di più oggi, a prescindere che sia in Asia o in Europa, è correre per la vittoria e sentire quel brivido nell’inseguirla che qui, nel contesto in cui mi trovo oggi, ho davvero modo di provare”.

Ma nessuno ti ha contattato o qualcuno l'ha fatto e poi non siete arrivati a un accordo?

“Sinceramente, le proposte e l’interesse che ho ricevuto sono stati deludenti. Non è che non ci sia stato nulla, ma rispetto alle sensazioni che avevo e alla stagione che ho avuto, devo dire che l’interessamento dall’Europa non è stato granché. Adesso comunque non è qualcosa a cui penso perché posso vivere da corridore professionista in questa squadra, un team che sta crescendo e dove tutti ci divertiamo a correre insieme. Al momento, dunque, sono felice e molto soddisfatto di dove mi trovo, per l’anno prossimo vedremo cosa accadrà”.

La tua vittoria ottenuta a Sanya conferma, ancora una volta, il tuo feeling con la Cina e le sue corse.

“Non so se sia esattamente la Cina a fare la differenza…Sicuramente direi che qui in Li Ning abbiamo un setup perfetto, una bici super competitiva, seguiamo una buona alimentazione e, come ho già avuto modo di dire, ho il pieno sostegno dei miei compagni di squadra che sono pronti a sacrificarsi al 100% per me. Aggiungo anche che ho avuto l'opportunità di crescere come leader (e questo è qualcosa che non si può dare per scontato) e che, come abbiamo dimostrato in più modi, corriamo come una squadra professionistica. È per questo mix di fattori quindi che credo otteniamo certi risultati, non tanto per dove ci troviamo a correre. Ad Hainan, ad esempio, c’erano anche squadre pro’ e gareggiare contro di esse non è per nulla facile”.

Parlando di squadre, esiste e percepisci qui una certa competizione tra i team cinesi?

“Certamente, ed è una competizione sana. Lo si può vedere, ad esempio, quando un team fa bene o entra in una fuga e anche gli altri cercano di fare lo stesso. Ecco, parlando di questo aspetto, in confronto all'Europa trovo che qua ci sia un po' più di rispetto tra i corridori e questo mi piace molto”.

Concludi con una vittoria una trasferta ad Hainan che hai preparato arrivando sull’isola in anticipo in compagnia della tua ragazza. Quanto è speciale aver potuto condividere con lei questa esperienza?

“Sono super felice di aver potuto portare la mia ragazza con me in Asia. Ho potuto mostrarle alcune cose condividendo con lei momenti e luoghi. Le ho fatto vedere, ad esempio, il traguardo dove ho vinto l'anno scorso…Sono abbastanza sicuro che questi saranno ricordi ed esperienze che entrambi porteremo con noi per sempre, indipendentemente da quanto a lungo o dove correrò”.


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considerazione
23 aprile 2026 10:59 PIZZACICLISTA
Al giorno d'oggi gli inutili fanno comodo

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