Alla sua prima partecipazione alla Freccia Vallone, Cian Uijtdebroecks ha chiuso al 31° posto, un risultato che va letto soprattutto alla luce dell’esperienza accumulata in una corsa che, per caratteristiche, non sembra ancora perfettamente cucita su di lui. Il giovane belga in maglia Movistar, ha affrontato con determinazione una gara nervosa e selettiva, trovandosi però non perfettamente pronto nel momento decisivo.
Uijtdebroecks ha infatti pagato il posizionamento sull’iconico Mur de Huy: «Ero posizionato un po' troppo indietro in fondo al Mur de Huy. Era finita, ero troppo indietro. È una corsa davvero dura».
La Freccia Vallone, con il suo finale esplosivo e le continue variazioni di ritmo, non rappresenta il terreno ideale per le sue qualità, più orientate verso sforzi prolungati e gare di resistenza. Nonostante questo, il corridore ha sottolineato come questa esperienza sia stata utile per la sua crescita, motivandolo per i prossimi impegni.
«La corsa è stata frenetica per tutto il giorno e pericolosa con le strade tortuose. Non è stato sempre facile posizionarmi, ma abbiamo fatto il possibile e alla fine, quando abbiamo iniziato la salita del Mur, ero troppo indietro. Ho provato a recuperare, ma facendo in questo modo ho consumato troppo ed è finita. È stata dura; le gambe erano un po' rigide alla fine, perché avevo fatto uno sforzo prima per recuperare posizioni. Ho fatto tutto ciò che potevo ed è stato positivo partecipare a questa corsa per la prima volta».
Nonostante le difficoltà, Uijtdebroecks guarda avanti con ambizione, senza escludere miglioramenti futuri anche in questa classica: «Sarebbe fantastico tornare e migliorare, ovviamente. Ma è una corsa molto nervosa e pericolosa in alcuni tratti. Non è la corsa ideale per me, ma devo imparare da tutto questo e migliorerò».
A rendere ancora più significativa la giornata è stata la vittoria del giovane talento francese Paul Seixas, protagonista di una prestazione che non è passata inosservata: «Quello che ha fatto è magnifico, tanto di cappello a lui!».
Ora l’attenzione si sposta sulla Liegi-Bastogne-Liegi di domenica prossima, una corsa che, almeno sulla carta, dovrebbe adattarsi meglio alle caratteristiche del belga. Più lunga, più selettiva e meno esplosiva nel finale, rappresenta un banco di prova ideale per le sue qualità di scalatore resistente:
«La Liegi è una corsa più intensa e più simile al Giro di Lombardia. Quindi, è un po' più adatta a me».
Dopo il debutto alla Freccia Vallone, Uijtdebroecks adesso può vantare un bagaglio di esperienza importante, con la consapevolezza di poter essere protagonista già nel prossimo appuntamento del calendario delle Ardenne».
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