Non ci sono colpevoli per la morte di Muriel Furrer, la diciottenne ciclista svizzera che ha perso la vita cadendo sulle colline di Zurigo durante i campionati del mondo juniores del 2024.
Nonostante la giovane ciclista sia stata ritrovata circa 85 minuti dopo l'incidente, la procura elvetica non ha riscontrato alcuna colpa da parte degli organizzatori.
Un anno e mezzo dopo il tragico incidente della ciclista svizzera Muriel Furrer ai Campionati del Mondo di ciclismo su strada del 2024 a Zurigo, la procura ha chiuso l'inchiesta: l'autorità ha dichiarato che non è stato accertato alcun coinvolgimento di terzi né alcuna violazione degli obblighi di sicurezza sul percorso o di assistenza di emergenza, quindi non c'è alcun reato.
La diciottenne Furrer è caduta in discesa durante la gara juniores femminile - la prima prova in linea della rassegna iridata - senza essere notata dagli ufficiali di gara né da avversarie o addetti ai lavori, ed è caduta in una zona boschiva. La sua scomparsa è stata segnalata e le ricerche sono iniziate solo al termine della gara, quando i responsabili della nazionale elvetica si sono accorti della sua assenza.
Secondo l'inchiesta della procura, sono trascorsi circa un'ora e 25 minuti tra l'incidente e il ritrovamento del corpo di Furrer che, cadendo, ha riportato un grave trauma cranico ed è deceduta il giorno successivo in ospedale.
Secondo la procura, Furrer giaceva nella vegetazione e non era visibile dalla strada: poiché le biciclette non erano dotate di transponder, l'assenza della ciclista non è stata segnalata automaticamente. Dopo l'incidente i Campionati del Mondo sono proseguiti su richiesta della famiglia ma le misure di sicurezza sul percorso sono state intensificate: in particolare sono stati dispiegati più commissari di gara nella zona boschiva, la discesa è stata messa in sicurezza con dei ripari intorno ad alcuni alberi e un grande striscione ha avvertito i ciclisti nella sezione boschiva della curva a sinistra.