Chissà cosa avrebbe detto e pensato il Bepin Drali, nel vedere il suo marchio sulle strade della Milano-Torino e della Sanremo. Piccolo grande uomo, ironico e riservato, veloce di mani e di testa, pronto a festeggiare con quella “punturina” che era solito fare due volte al giorno, fino alla fine, alla soglia dei 94 anni. “Vu in de la cinesa a fa la puntura”, va¬do di là dalla cinese a fare la puntura, diceva. La medicina o puntura che dir si voglia altro non era che il Campari, che lui addolciva con un po’ di Coca Cola: insomma, è campato con il Campari e probabilmente da dove è ora, ha festeggiato come si conviene a questa bella ricorrenza del suo marchio sulle strade della Classicissima.
Nato nel lontano 1925 Carlo Drali ha dato l’inizio alla produzione di telai che ha segnato la storia italiana trasmettendo il lavoro al figlio Beppe. Tutto è nato da una piccola bottega e passo dopo passo è diventato un punto di riferimento per grandi campioni e sinonimo di qualità ed efficienza. Drali ha trovato una nuova vita grazie alla scommessa di Angelo Mantovani, Gianluca Pozzi, Andrea Camerana e Robert Carrara, quattro amici al bar che hanno dato a quella bottega un futuro sempre nel quartiere Stadera (da quest’anno sponsorizzano anche la norvegese Team Drali – Repsol, ndr). Una storia che prosegue e si arricchisce. Una storia che va aggiornata e Gianluca Pozzi, amministratore delegato della società, sta arricchendo di contenuti e iniziative, grazie anche all’apporto di Robert Carrara e della rassicurante figura di Andrea Camarana, che opera nelle retrovie, ma c’è. C’è sempre, anche per andare a farsi un giro in santa pace in bicicletta: chiaramente su una Drali.
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