Cinque partecipazioni alla Milano-Sanremo dal debutto nel 2020, quando arrivò 12° a 2” dal vincitore Van Aert. Poi quinto nel 2022 a 2” da Mohoric, quarto a 15” da Van der Poel nel 2023, terzo nel 2024 alle spalle di Philipsen e Matthews, e terzo nel 2025 battuto da Van der Poel e Ganna. Tadej Pogacar ci riprova nella classica Monumento che finora gli ha sempre voltato le spalle.
«Non è un segreto che sia una corsa che vorrei davvero vincere – spiega il fenomeno sloveno della Uae Emirates, 27 anni, che avrà il numero 211 - Penso che mi si addica e che si adatti a molti altri ciclisti di alto livello. La vedo come una grande sfida. Questa è la corsa più facile da concludere, ma la più difficile da vincere».
Per lui sarà una corsa fatta di forza ma anche di strategia e l’obiettivo numero uno, sarà quello di staccare Van der Poel. «Adoro i duelli con Mathieu, così come quelli con Mads Pedersen, un corridore molto onesto che stimo. Danno sempre il massimo. Il vento contrario? Fa la differenza, ma vedremo strada facendo».
Il suo secondo obiettivo sarà quello di fare la differenza sul Poggio. «Mi sono preparato molto per questa salita e la conosco perfettamente. La squadra è stata eccezionale a Strade Bianche: se riusciremo a ripetere quella prestazione, tutto sarà possibile per noi. La competizione sarà agguerrita come sempre, ma ci siamo abituati e faremo tutto il possibile per ottenere un buon risultato. Spero in una grande giornata di gara, spero di riuscire a offrire un bello spettacolo ai tifosi».
Attualmente, la Uae Emirates ha fuori gioco 12 corridori, e tra questi le assenze più pesanti sono quelle dell’ecuadoriano Jhonatan Narvaez e del fiammingo Tim Wellens. Erano stati decisivi sulla Cipressa e sul Poggio nelle ultime edizioni per lanciare gli attacchi di Pogacar, tanto che lo sloveno è cauto: «Non spetta a noi assumerci la responsabilità della corsa, questa resta più una corsa per i velocisti».
A chi toccherà il compito di sostituirli? A due in particolare: lo svizzero Ian Christen, più scalatore, sulla Cipressa, e il messicano Isaac Del Toro, fedelissimo di Pogacar, sul Poggio. Ma attenzione, perchè Del Toro, che sarà dedicato al 120% al capitano, può diventare un’arma letale per i rivali di Tadej, nel caso fosse impiegato per un contropiede o un contrattacco. È velocissimo in volata e molto abile in discesa e, si sa, giù dal Poggio ci vuole coraggio.
In ogni caso, al via da Pavia, Pogacar guida la classifica delle Classiche Monumento con 10 vittorie, contro le 8 di Van der Poel. Se oggi dovesse vincere, raggiungerà gli 11 successi come il belga Roger De Vlaeminck.
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