C’è una maglia che più di altre non è passata inosservata nel finale della tappa più dura dell’ultimo Giro di Sardegna, una frazione dove, tra le variopinte tenute di squadre World Tour, team Devo e formazioni ProTeam, a risaltare è stata anche l’accesa casacca della General Store-Essegibi-F.Lli Curia di Davide De Cassan.
Tenendo botta alle numerose accelerazioni nei chilometri conclusivi della Arbatax-Nuoro, il ventiquattrenne di Riva del Garda si è attestato infatti tra i principali protagonisti della quarta giornata di gara chiudendo la propria fatica con un ragguardevole quinto posto, piazzamento che, al momento, resta il miglior risultato conseguito finora dalla formazione Continental italiana in questo primo scampolo di 2026.
Il giovane corridore trentino dunque, poi settimo nella classifica generale della breve corsa a tappe sarda, ha indubbiamente iniziato col piede giusto la sua nuova avventura coi colori della rappresentativa veronese, squadra in cui è approdato quest’inverno dopo le ultime due stagioni spese tra i professionisti con la Polti-VisitMalta.
A questo livello De Cassan non ha nascosto di voler provare a tornare prossimamente ma, per riuscire in tale intento, tutto passa da ciò che egli sarà capace di fare alla corte del Presidente Beghini nell’arco di un’annata lunga e ricca di sfide in cui, cercando di ottenere il massimo in ogni circostanza, tenterà di rilanciare con forza il proprio nome e le proprie qualità.
Davide, sei apparso subito sul pezzo al Giro di Sardegna dove, chiudendo al settimo posto finale, sei stato autore certamente di una bella prova: un inizio di stagione piuttosto incoraggiante…
“Era un mio obiettivo partire forte perché so che, alla fine, devo cercare di ottenere i massimi risultati all'inizio della stagione. Per questo motivo, sono contento di come sono andato al Sardegna. Adesso cercheremo di massimizzare lo stato di forma e ottenere il più possibile da ogni corsa: sicuramente, a seconda anche del prestigio della gara, in alcune occasioni magari sarà più difficile riuscirci, ma comunque lotteremo sempre in quella direzione”.
Come hai gestito l'inverno per essere così pronto all'inizio di questa stagione?
“Non ho fatto nulla di diverso dagli altri anni se non un lungo ritiro a gennaio in Spagna che sicuramente ha aiutato tanto tutta la squadra. Adesso, in particolare, è il momento in cui quella scelta sta dando i suoi frutti. A parte questo, non abbiamo fatto niente di speciale”.
Il tuo calendario cosa prevede?
“Questo fine settimana disputerò due corse di un giorno in Francia (Le Tour des 100 Communes e il Grand Prix de la Ville de Lillers-Souvenir Bruno Comini, ndr) e successivamente farò Settimana Coppi e Bartali e Giro della Magna Grecia”.
Il fatto di trovarti in questa squadra dopo aver calcato palcoscenici importanti ti dà benzina in più per provare a ritornare al piano superiore?
“Assolutamente. Il mio desiderio, alla fine, è quello di dimostrare il mio valore e la bontà del lavoro che faccio”.
Non hai qualche recriminazione per come è andata l'ultima di stagione? Qualche occasione in cui magari avresti potuto muoversi diversamente?
“Col senno di poi è troppo facile dire di sì per cui ti dico che non ho rimpianti”.
Ma ti sei chiesto cosa ti è mancato per essere confermato o rimanere a livello professionistico alla fine dello scorso anno?
“Ovviamente me lo sono chiesto ma non ho saputo darmi una risposta perché, se l'avessi avuta, avrei preso delle contromisure quando potevo farlo. Quello che so è che ora sono alla General Store, a cui sono grato per avermi dato una chance e aver creduto in me quest'anno, e che lotterò in ogni corsa vedendo di volta in volta quello che arriverà”.
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