Tadej Pogacar è il grande favorito per la Strade Bianche di domani e al debutto stagionale può contare su tantissimi tifosi. A Siena ce ne sono due speciali, mamma Marjeta e papà Mirko, che con la gentilezza che caratterizza il figlio ci hanno concesso questa intervista all'ombra della Fortezza Medicea, dove si è appena svolta la presentazione dei team e il numero 1 del ciclismo mondiale ha ricevuto un boato di affetto.
Cosa si prova ad avere dato vita a un fenomeno?
«Nonostante sia diventato una star mondiale per noi Tadej è semplicemente il nostro “bambino”, come gli altri nostri tre figli. Siamo orgogliosi di ognuno di loro, gli altri si stanno affermando in modo diverso, in altri campi. Noi da genitori cerchiamo di supportarli al meglio, ognuno ha le sue esigenze, per noi importanti».
I suoi risultati sportivi sono merito solo del vostro DNA?
«No, no (si schernisce mamma Marieja che parlando bene sia inglese che francese, riesce ad essere più loquace del marito, ndr). Sicuramente le doti naturali incidono, ma quanto è riuscito a conquistare è merito di un duro lavoro quotidiano. Da quando ha 12 anni non è mai andato a una festa o saltato un allenamento. Non ha organizzato un party per il suo 18° o 20° compleanno perché aveva le corse, si allena con impegno ed è concentrato a svolgere al meglio questo lavoro».
Vi spaventa la sua popolarità?
«Essere un personaggio pubblico è impegnativo e quindi ci preoccupa che possa “stancarsi” presto di tutte le pressioni e aspettative che gli ruotano attorno, ma farà quello che si sente. Siamo felici che per ora si diverta, che non abbia perso l'entusiasmo per questo sport che è la sua passione fin da bambino».
Cosa gli augurate?
«Che sia sempre in salute e felice, che si goda ogni esperienza che sta vivendo e sia sereno con Urska (la storica compagna, che corre anche lei nella massima categoria e domani sarà in gara alla Strade Bianche femminile, ndr)».
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