Dopo l’annuncio delle convocazioni della Nazionale Italiana per i Campionati del Mondo di ciclocross, in programma nel fine settimana a Hulst nei Paesi Bassi, da più parti è emersa una profonda delusione ed amarezza. Anche i modenesi dell’Ale Colnago Team, che hanno visto al via della gara iridata due atlete la campionessa italiana Junior Nicole Azzetti e la vice campionessa Elisa Bianchi, non nascondono la delusione. Queste le considerazioni dei vertici del team modenese.
“La Fci sta lavorando bene sulle categorie juniores maschili e femminili con l’aiuto dei vari team, grazie ai tanti sforzi che fanno le società e chi supporta la loro attività: i vari sponsor che stanno vicini ai team con grande impegno economico.
Per quale motivo nelle categorie Elite e Under 23 maschile e femminile, sono stati convocati due soli atleti? Confrontando le classifiche di Coppa del Mondo di ciclocross, appare evidente che tutte le nazioni portano al mondiale atlete e atleti che sono nelle prime 25 posizioni della classifica. L’unica è l’Italia che non segue questi criteri e porta in gara solo i quattro campioni d’Italia.
Non ci spieghiamo perché le altre nazioni danno possibilità e visibilità a tutti gli atleti competitivi, mentre l’Italia non lo fa a dispetto del fatto che il livello del nostro ciclocross negli ultimi anni si è alzato moltissimo.
Non è concepibile la scelta che è stata fatta in quanto portare al mondiale almeno 3 o 4 atleti e atlete nelle varie categorie, avrebbe comportato un esborso economico irrilevante per la Federciclismo. Non paragonabile agli sforzi economici sostenuti dalle varie società per far partecipare le categorie Elite alle varie prove di Coppa del Mondo e Superprestige, gare che hanno contribuito ad alzare il livello dei nostri atleti italiani.
E’ stata persa un’occasione importante perché abbiamo diversi atleti competitivi che invece di essere in gara, come meriterebbero, dovranno guardare i mondiali in televisione. E che dire del fatto che negli altri sport la nostra nazione partecipa agli appuntamenti più importanti non solo con i vincenti, ma anche con chi è tra i migliori 20/30 al mondo. Perché nel nostro amato ciclocross questo non accade? E’ una palese mancanza di rispetto per tutti coloro che hanno a cuore questo sport: atleti, team, sponsor, investitori e appassionati”.