SARONNI RACCONTA POGACAR, BUGNO AUSPICA PIÙ CIRCUITI E MENO WORLDTOUR, GUERCILENA PREVEDE LA FINE DELLE PROFESSIONAL...

EVENTI | 18/01/2026 | 08:30
di Nicolò Vallone

Se il Cappellaio Matto e Alice nel Paese delle Meraviglie tanti anni fa sdoganarono la nozione di non compleanno, ieri Marco Bonarrigo ha creato quella di… non presentazione. Così infatti l'apprezzato collega del Corriere della Sera ha tenuto a definire la serata nella quale ha chiamato a raccolta nella Sala Bergognone del Comune di Nerviano (nell'Alto Milanese) il nostro direttore Pier Augusto Stagi nel ruolo di moderatore, e illustri ospiti di nome Cristiano De Rosa, Gianni Bugno, Beppe Saronni, Antonio La Torre (professore e direttore tecnico dell'atletica leggera azzurra) e, in collegamento da remoto, Luca Guercilena. L'occasione, quasi il pretesto en passant, è l'uscita del libro di Bonarrigo "Pogacar, il re schivo" edito da Solferino Libri, in cui l'autore, alla ricerca dell'umanità del ciclismo in un periodo storico dove lo sport e i suoi eroi sono sempre meno avvicinabili e narrabili dal vivo, ritrova tale umanità nella vita normalissimamente grande (o grandemente normalissima) del fenomeno Tadej. Per farlo, Bonarrigo si è recato in Slovenia nei luoghi del fuoriclasse della UAE, cogliendo l'attimo per ravvisare anche il lavoro eccezionale svolto dal Paese ex-jugoslavo nella promozione dello sport fin da piccoli.


Un momento decisivo della storia di Pogacar è stato poi raccontato da Saronni, che gli fece firmare un pre-accordo per il passaggio a professionista tramite scrittura privata, al termine di una "triangolazione di segnalazioni" proveniente da Andrej Hauptman e Fabrizio Bontempi, con tanto di aneddoto su quella tappa del Giro del Friuli dove un Under 23 Tadej scherzò in sloveno con Hauptman e poi vinse con irrisoria facilità attaccando esattamente dove dichiarato nel dialogo all'ammiraglia col direttore sportivo. Sotto gli occhi sbalorditi di Saronni, che sarebbero divenuti quelli degli amanti del ciclismo negli anni a venire.


Tra questi amanti del ciclismo c'è pure un grand'uomo di sport come il prof. La Torre, ammirato dall'allegria e dall'entusiasmo trasmessi dal "bimbo sloveno" col suo modo di correre e di attaccare. Non poteva mancare inoltre un accostamento col mondo dell'atletica, un paragone che assume le sembianze di un… salto in alto, molto in alto, un salto con l'asta ad essere precisi: Pogacar come Duplantis, dominatori incontrastati ma amati da tutti, per il bene che fanno al movimento e la freschezza nel modo di porsi e comunicare.

Parere pienamente condiviso da un dirigente avversario di Pogacar e la UAE, ovvero Guercilena. E qui il discorso comincia ad ampliarsi e abbracciare massimi sistemi del ciclismo, come nelle intenzioni di Bonarrigo e Stagi per questa non presentazione. Il team manager della Lidl Trek ha parlato della iper-professionalizzazione di questo sport, coi top team che superano i 200 dipendenti e i 35 milioni di budget annuo, e ha lanciato una previsione: un domani i migliori ProTeam confluiranno in un World Tour da circa 25 squadre e la categoria Professional scomparirà.

Di differenti auspici, su tutta la linea tenuta fino a quel momento, Bugno. Capofila del partito che ritiene "scontato" il ciclismo di Pogacar, il supercampione nato a Brugg ha disegnato una sua ricetta per il futuro: diminuzione del World Tour a 10 massimo 12 squadre, per dare molto più spazio alle Professional nelle grandi corse e migliorare così la crescita dei talenti e la redistribuzione delle forze in gioco; a proposito di redistribuzione, diritti tv che siano destinati anche alle squadre e non soltanto agli organizzatori; ridisegno dei percorsi di gara, andando sempre più nella direzione dei circuiti per invogliare il pubblico ad andare a vedere le gare. E a quel punto, come paventato già da diversi organizzatori, in uno specifico punto del circuito dove si concentra il grosso di spettacolo e spettatori, prevedere delle aree a pagamento con servizi ad hoc.

Chiosa di classe, infine, da parte di De Rosa. Il ciclismo di oggi è un laboratorio di idee che rende super stimolante essere costruttori di bici, ma soprattutto in Italia è ostacolato dal problema a tratti tragico della sicurezza sulle strade, che va a danneggiare gli amanti e gli utilizzatori di uno dei più formidabili strumenti di libertà dell'essere umano: la bicicletta.


Copyright © TBW
COMMENTI
Nostalgico
18 gennaio 2026 11:54 frankie56
Rimpiango i circuiti serali, le gare"paesane", magari "combinate", post giro post tour, le sei giorni nostrane. Praticamente l'essenza del ciclismo. Certo, è bello vedere questi atleti, stilosi, perfetti anche quando non vanno più, mega ammiraglie con sopra un patrimonio di biciclette, accelerazioni incredibli quando ti sembra siano già a tutta, per non parlare delle fantastiche riprese che praticamente ti pare di essere anche tu in bici con loro. Si, tutto bello, ma molto, ma molto precario. Lontanissimo dal quel ciclismo che ti faceva sognare, disperare, incazzare, o spaventare (vedi le volate di Bugno che alzava le mani sempre con tempi quasi troppo in anticipo, per esempio). Adesso si parla tanto di sicurezza, ipotizzando soluzioni imbarazzanti: la diminuzione dei rapporti, monetizzazione delle scorrettezze in gara e quant'altro. Il ciclismo era, è e sarà uno sport pericoloso. Punto e basta. Una volta, come sono vecchio, si usavano i palmerini di seta che in estate si scollavano nelle pieghe estreme, da 18/20 mm max, con pattini dei freni che col bagnato ti dovevi segnare prima che tentare di frenare. Si andava giù in discesa tanto quanto vanno adesso, in volata lasciamo perdere, perchè i gomiti erano sempre l'uno dentro l'altro. Nostalgia: si', ma non posso farci niente. Dicono che il mondo va avanti, è vero, ma dal mio punto di vista, questo non è più ciclismo: business allo stato puro. Fa niente, aspetterò con ansia l'inizio ufficiale con La Sanremo, che per mè resta l'unico inizio delle corse.

Guercilena
18 gennaio 2026 12:29 PACORIDER
Tanto di cappello al Team Manager, ma io modererei le parole. Facile parlare quando hai la più grande catena europea di supermercati. Okkio però che i contratti scadono e anche la corazzata infernale Ineos sta rischiando di affondare... Quindi sarebbe meglio valutare il futuro piuttosto che vantarsi tanto del presente....

giornalisti
18 gennaio 2026 12:58 siluro1946
Partecipare alla presentazione di un libro scritto da chi ha sempre cercato di affossare il movimento è un vergognoso autogol.

Frankie
18 gennaio 2026 13:39 VERGOGNA
riguardo quello che hai scritto... c'è chi ti da ragione, chi mente e chi non capisce una fava... il problema è che della seconda e terza categoria è pieno di giornalai e addetti ai lavori.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Lucinda Brand ha vinto la decima prova della Coppa del Mondo di Ciclocross donne elite che si è svolta a Benidorm in Costa Blanca, Spagna. La fuori classe olandese consolida così il suo primato nella speciale classifica a punteggio che...


La città iberica di Benidorm incorona Giorgia Pellizotti. Dopo il successo di Pezzo Rosola tra gli uomini, anche nella gara femminile la vittoria nella Coppa del Mondo di ciclocross juniores parla italiano: la giovane della Fas Airport Services Guerciotti Premac,...


Nuovo trionfo azzurro nella Coppa del Mondo di Ciclocross juniores. Brilla il tricolore di Patrik Pezzo Rosola nella prova di Benidorm, in Spagna, odve il figlio d'arte conquista il successo per distacco anticipando di 9" il belga Lejeune e di...


Una straordinaria festa per il Galà del ciclismo toscano nel mega Forum della Banca Alta Toscana a Vignole di Quarrata in provincia di Pistoia, elegante, spazioso e scintillante di luci e colori. Era gremito quando la cerimonia ha avuto inizio...


Mentre in giro per il mondo la stagione ciclistica professionistica sta cominciando, la Federazione Ciclistica Italiana ha fatto parlare di sé per un amo lanciato alla politica italiana: una proposta di aggiornamento del codice della strada per quanto concerne gli...


Almeno per un weekend Felipe Orts, il miglior ciclocrossista spagnolo, non dovrà prendere un aereo per andare in Belgio: stavolta sono i crossisti del resto del mondo a volare nella sua Spagna. Niente neve a Benidorm, dove Gianni Bugno vinse...


di Nicolò Vallone
Se il Cappellaio Matto e Alice nel Paese delle Meraviglie tanti anni fa sdoganarono la nozione di non compleanno, ieri Marco Bonarrigo ha creato quella di… non presentazione. Così infatti l'apprezzato collega del Corriere della Sera ha tenuto a definire...


È una ragazza dolcissima e determinata. Per mentalità è probabilmente la più belga tra le italiane. Non è un caso che Letizia Borghesi nel 2025 col suo 2° posto sia stata la migliore delle italiane alla Roubaix, gara francese per...


Valentina Scandolara è il nuovo Direttore Sportivo della squadra femminile del Centro Mondiale del Ciclismo (WCC).   Veneta, classe 1990, Valentina  nel suo palmares può vantare due titoli europei su strada conquistati da Junior nel 2007 e nel 2008, la medaglia...


L’anno nuovo, appena iniziato, non scalfisce e non attenua, in chi ha avuto l’opportunità, anzi la fortuna, di conoscerlo il ricordo affettuoso di una persona, mai personaggio nonostante ne avesse tutti i titoli. Parliamo del professor Giovanni Tredici, Il “Prof”...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024