Wout van Aert è uno dei corridori attualmente in attività che più spesso è in grado di sorprendere e regalare spettacolari colpi di scena, a volte (e negli ultimi anni è accaduto molto spesso purtroppo) nel male, altre fortunatamente nel bene.
L’ultimo coup de théâtre di cui è stato artefice il nativo di Herentals rientra in quest’ultima casistica: a dieci giorni, infatti, dall’operazione a cui è stato costretto a sottoporsi per sistemare la “piccola frattura alla caviglia” rimediata durante l’Exact Cross di Mol inseguendo nella neve Mathieu van der Poel, il campione del Team Visma Lease a Bike è tornato incredibilmente a pedalare su strada.
L’uscita, chiaramente, non è stata delle più probanti o indicative ma resta il fatto che, riagganciando il pedale e percorrendo 33,3 chilometri nei dintorni di casa sua in Belgio a una media di 32,3 km/h (con l’aggiunta del suo personal best sullo strappo al 10% medio di Heidedreef), il segnale lanciato da van Aert sia assolutamente positivo e che le conseguenze del capitombolo del 3 gennaio tutto sommato siano meno gravi del previsto.
Detto ciò, resta tuttavia irrealistico, anche con questo bruciante recupero (prova ulteriore della capacità del belga di reagire alla avversità e saper smaltire con grande rapidità gli infortuni subiti), che van Aert possa rinforcare la bici da cross per gli ultimi appuntamenti nel fango della stagione.
Considerato il pericolo corso, i giorni di allenamento persi e l’inizio sempre più imminente dell’annata su strada, pare alquanto complesso infatti che il trentunenne belga provi a forzare il rientro rischiando di peggiorare ulteriormente le cose e, quindi, è lecito restare, in assenza attualmente di controindicazioni, con quanto annunciato dalla sua squadra dopo l’incidente, ossia che la sua campagna nel cross per quest’anno “è finita”.
Gli appassionati, belgi ma non solo, dovranno dunque verosimilmente attendere poco meno di un anno per vederlo destreggiarsi di nuovo nella disciplina che l’ha lanciato da giovane ma, sicuramente, possono consolarsi con la certezza che il loro beniamino potrà tornare a brillare su asfalto prima di quanto molti dopo il volo di Mol avevano previsto.