DE TOTTO E QUELLA GRANDE PAURA SULLE STRADE DELLA SARDEGNA

CONTINENTAL | 13/01/2026 | 08:15
di Sandro Bolognini

Tragedia sfiorata in Sardegna. Andrea De Totto, 26 anni compiuti il 5 gennaio, residente a Treviso, è stato falciato da un furgone mentre si allenava in Sardegna, in provincia di Olbia dove lui ha la casa di famiglia. Per fortuna ha riportato solo qualche graffio, ma poteva andare anche molto peggio. È tesserato con il Gragnano Sporting Club, team continental lucchese.


L’incidente è avvenuto sabato pomeriggio e la storia ce l’ha raccontata egli stesso. «Il tremendo botto è accaduto mentre stavo tornando a casa dall’allenamento: un furgone mi ha preso in pieno alle spalle. Non me ne sono accorto. Mi sono svegliato steso tra le rocce, oltre il guardrail. Numerose persone hanno assistito al violento impatto e subito mi hanno prestato aiuto. Si è mobilitato anche l’Elisoccorso di Olbia, ma per fortuna non ce n’è stato bisogno. Ho riportato vari traumi, quello più importante un taglio alla gamba sinistra dove mi hanno applicato dei punti».


L’incidente è successo in un rettilineo di circa due chilometri. «L’autista del furgone, un muratore, mi ha detto che non mi ha visto perché è stato accecato dal sole o per il parabrezza sporco: si è assunto tutta la responsabilità dell’accaduto - spiega Andrea De Totto - io mi alleno sempre sul ciglio della strada perché ho paura degli incidenti. Percorro circa 30 mila chilometri all’anno e non mi è mai accaduto niente. Stavolta è capitato proprio a me e per fortuna posso raccontarla. Non so come ringraziare le persone che mi hanno aiutato e che hanno allertato il pronto soccorso dell’ospedale di Olbia».

Così comincia la stagione del promettente figlio d’arte. Papà Michele, laziale di 68 anni, è stato professionista e si è distinto specie nelle gare di ciclocross anche in maglia azzurra: nel 1983 è giunto 24° nel campionato del mondo di Birmingham vinto dal grande Roland Liboton. Per lavoro si è stabilito a Treviso. «Mi trovo ancora nella casa di famiglia - racconta Andrea ancora a riposo e senza una bici con cui possa allenarsi - la bici ed il vestiario che avevo nell’incidente sono completamente da buttare. Le strade della Sardegna sono sicure, ma stavolta è accaduto l’imponderabile. Mi alleno sempre qui all’inizio della stagione. Fra alcuni giorni sarò nel ritiro della squadra per preparare l’inizio delle corse che quest’anno è stato anticipato al 15 febbraio. Soprattutto ci tenevo a ben figurare al Giro di Sardegna. Mi sono preparato bene, ho fatto un grande lavoro che mi dispiacerebbe aver gettato alle ortiche».

Il Giro di Sardegna 2026 aprirà quest’anno la Coppa Italia delle Regioni. In programma dal 25 febbraio all’1 marzo, sarà la prima gara della stagione italiana ed è aperto, appunto, alle squadre Continental come la Gragnano.

Andrea De Totto da soli cinque anni che corre in bici. Ha iniziato a gareggiare nel 2021 dal terzo anno di under 23 e ha cominciato a fare esperienza nella squadra del Trentino Cycling Team Under 23; in ammiraglia c’era il direttore sportivo Igino Andreis. Ha le caratteristiche di passista-veloce. Poi è passato con la Trevigiani, Sissio Team e adesso con la Gragnano. È campione provinciale della categoria dilettanti di élite, titolo assegnato lo scorso anno nella Badoere-Valdobbiadene.

Da piccolo la prima vera passione è stata la moto e il suo idolo Valentino Rossi. Le uniche due ruote che poteva avere, però, erano quelle delle bici. Ha giocato a calcio per molti anni, al Santa Bona e con il Treviso. È tifoso romanista. Si è appassionato alla meccanica smontando e rimontando le vecchie bici da corsa di suo padre Michele. Finita la scuola (indirizzo meccanico al Giorgi di Treviso) ha iniziato a lavorare e prima o dopo i turni si allenava con una vecchia bici a scatto fisso. «Per fortuna c’è qui mia madre che adesso mi assiste. Noi ciclisti abbiamo sette vite, una l’ho già persa - sorride Andrea - ma non vedo l’ora di risalire in bici».

Buona fortuna, Andrea.



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