L'ORA DEL PASTO. LUCCA, CITTA' DA PEDALARE INSIEME ALL'ISPETTORE

LIBRI | 21/12/2025 | 08:14
di Marco Pastonesi

“L’altro ispettore” è un ispettore del lavoro, si chiama Domenico, è vedovo e ha una figlia piccola, gira per Lucca su una bicicletta da città – cestino davanti, seggiolino dietro -, ed è il protagonista di una serie televisiva della Rai. Ho pensato a lui prendendo fra le mani “Lucca e dintorni in bicicletta”, una guida scritta da Sergio Grillo e Cinzia Pezzani, insegnanti di scuola superiore e pionieri del “turismo attivo”, per Ediciclo (180 pagine, 16 euro).


Lucca è una città meravigliosa, e le immagini della serie televisiva lo dimostrano, la illustrano, la valorizzano quando l’altro ispettore pedala sulle mura o nel borgo. “La prima volta che sono stato a Lucca – scrive Luca Gregorio nella prefazione – mi è sembrato di entrare in una città fatata”. E Guido Ceronetti aveva declamato: “Lucca è nera e argentea”. Ma la provincia di Lucca è forse ancora più affascinante. Grillo e Pezzani la propongono in un giro a tappe, il Grand Tour Strade di Lucca, 169 km e 2490 metri di dislivello, oppure in itinerari giornalieri, da una trentina a una settantina di km. Poi tutto dipende dal mezzo, dalle gambe, dal tempo e dal meteo, dalla compagnia o dalla solitudine…


Il Grand Tour Strade di Lucca contempla, fra l’altro, Collodi, Montecarlo, Altopascio, Porcari, Capannori e Massaciuccoli, così si va da un parco fluviale a un’area archeologica, dalle ville alle chiesette, da un lago a un canale. Gli altri 14 percorsi si dividono fra Lucca, Altopascio, Capannori, Montecarlo, Porcari e Villa Basilica. Per ciascuno itinerario la descrizione, le informazioni e i dati (lunghezza, dislivello, difficoltà, tipologia, bici e periodo consigliati), le mappe e le foto. Quanto al mangiare, bere e dormire, la Toscana non ha che da insegnare, basta guardarsi intorno, ma occhio, comunque, ai prezzi. C’è sempre chi tenta di fare il furbo e approfittarsene.

Fra gli itinerari che si possono affrontare tutto l’anno, anche adesso, per esempio, le Pizzorne di Villa Basilica. Il fulcro è “il solitario altipiano delle Pizzorne”, boschi e salite “ciclisticamente molto gratificanti”, oliveti e vigneti, “gli ordinati giardini delle celebri ville lucchesi”. Forse, prima o poi, bici da città, cestino davanti e seggiolino dietro, ci andrà anche l’altro ispettore. Magari nella seconda stagione.

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