A livello di contentezza, nessuno ha potuto pareggiare quella provata da Cedrik Bakke Christophersen e Thomas Silva al termine dell’ultima tappa dell’Arctic Race of Norway. Il primo, infatti, sul traguardo di Narvik ha conquistato con un gran numero la prima vittoria da pro’ della carriera, il secondo invece, controllando con estrema brillantezza la situazione, ha messo in bacheca la seconda maglia gialla della stagione dopo quella ottenuta vincendo il Tour of Hainan in aprile.
Entrambi non hanno nascosto, dopo le premiazioni, la loro felicità per come sono usciti dalla fatica conclusiva della corsa scandinava la quale, chi per un motivo e chi per un altro, da tutti e due sarà ricordata a lungo. “Mi sono allenato duramente per tanti anni e poter finalmente dimostrare di essere a questo livello è semplicemente incredibile, anzi surreale” ha dichiarato il portacolori norvegese della Unibet Rose Rockets dopo il traguardo.
“Ho avuto buone sensazioni per tutto il giorno, ma all’inizio della salita c’è stata una caduta e io mi sono trovato dietro di essa. Ho visto che il gruppo si stava allontanando e quindi ho dovuto spendere molto per recuperare ma, nonostante lo sforzo, ho continuato a sentirmi davvero bene…oserei dire che è stato abbastanza facile rientrare. A quel punto ho cercato di mantenere la calma, vedere da vicino come si muovevano le mosse e quando il gruppo si è fermato mi son detto che quello era il momento giusto per partire e così ho fatto. Nessuno ho visto che mi è venuto dietro e allora ho compreso che potevo solo andare a tutta fino al traguardo e, per fortuna, ce l’ho fatta. Non so sinceramente se cambi qualcosa ma credo che una vittoria da professionista significhi molto…non so proprio cosa dire”.
Di vittorie da professionista, invece, Silva con oggi è arrivato a quota dodici, otto nel solo 2026 che gli sta conferendo sempre più prepotentemente il titolo di corridore rivelazione dell’anno.
“Ovviamente sono molto contento: alla fine è stata un’altra vittoria molto importante per me e per la squadra quindi ora ce la godiamo” ha raccontato il ventiquattrenne di Maldonado il trofeo destinato al vincitore prima di spiegare come lui e la squadra abbiano deciso di gestire l’inseguimento alla fuga di giornata.
“Abbiamo giocato le nostre carte tenendo la fuga a tre minuti così che le altre squadre potessero innervosirsi un po’ e, con in gioco la tappa, fossero costrette a lavorare. Credo che siamo riusciti nel nostro intento perché alla fine c’erano parecchie squadre che si sono messe a tirare e ciò ha fatto sì che all’imbocco dell’ultima salita ogni scenario era possibile” ha rivelato Silva, deciso a fare un nuovo step a livello di condizione nelle prossime settimane.
“Credo che abbiamo pianificato molto bene tutto l’anno. Ora invece di staccare farò un ritiro in altura dove spero di poter salire ancora di condizione e dopodiché penseremo a quelli che saranno praticamente gli ultimi due mesi della stagione. I miei miglioramenti? Penso stiamo facendo dei passi da gigante e spero di continuare in questa maniera: vincere come ho vinto qui all’Arctic Race mi apre nuove possibilità e mi dà modo di mettere nel mirino corse e tappe dal profilo differente” ha chiosato il primo sudamericano della storia a trionfare all’Arctic Race of Norway.
Photo credit: ARN/Thomas Maheux
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