Sono due le bici italiane che in questi giorni hanno sfrecciato oltre il Circolo Polare Artico per l’Arctic Race of Norway: le Pinarello dell’omonimo team co-sponsorizzato da Q36.5 e, per la prima volta nella loro storia, le Drali del Team Repsol che, da quest’anno, ha nel nome e al suo fianco proprio il marchio milanese.
Subentrato allo storico sponsor Coop, il brand di bici nostrane ha consentito alla formazione norvegese di continuare nella sua attività e mantener viva la serie di partecipazioni nella corsa organizzata da A.S.O. e Arctic Sport dove è sempre stata presente, permettendo a molti giovani prospetti norvegesi di mettersi in mostra e confrontarsi con alcuni grandi nomi del panorama internazionale.
“Drali ci ha sicuramente salvati”, ha ammesso ai nostri microfoni il direttore sportivo della compagine scandinava all’ARN Øivind Lukkedal, “e siamo super contenti di questa collaborazione. Le bici sono davvero ottime e il supporto che riceviamo da parte loro è eccellente. Gli siamo davvero grati e non vediamo l’ora di affrontare almeno i prossimi due anni con loro”.
Parlando proprio delle bici, queste hanno incontrato il gusto dei corridori norge che, come ci ha spiegato Lukkedal, ne hanno apprezzato tutte le caratteristiche: “Hanno un’ottima maneggevolezza, sono alquanto aerodinamiche e performanti anche in salita. Noi e i ragazzi siamo davvero soddisfatti di tutti i mezzi che Drali ci ha fornito”.
In attesa di rendere ancora più proficua questa sinergia con i feedback che verranno dati in Italia (“lavorando insieme, e con i pareri del nostro meccanico e degli atleti che hanno più spesso i mezzi sottomano, cercheremo di migliorare ulteriormente”), con le Iridio targate Drali i corridori in maglia blu navy si sono lanciati con tenacia all’assalto dei traguardi del Nordland, dove i risultati purtroppo non hanno però rispettato le aspettative della vigilia.
“Siamo contenti di ciò che abbiamo combinato ma eravamo partiti con ambizioni più grandi in termini di risultati, per cui, allo stesso tempo, siamo un po’ delusi” ha ammesso Lukkedal (deciso ad imparare sempre meglio l’italiano) non nascondendo un velo di disappunto.
Il riferimento è soprattutto alla classifica generale dove il Team Drali-Repsol puntava a far bene con Toralf Rydningen Martinsen, ottavo all’ultimo Tour of Austria ma apparso in difficoltà sull’impervio arrivo di Storheia dove ha incassato oltre due minuti perdendo ogni velleità in graduatoria.
Nonostante ciò, la rappresentativa norvegese non ha affatto sfigurato sulle strade di casa animando in più d’una circostanza le fughe di giornata, combattendo per la prima posizione nella classifica degli scalatori e sfoggiando in testa al gruppo tonalità e bici che ora saranno senza dubbio più note anche al pubblico internazionale.
Un pubblico che forse avrà anche preso nota dei nomi di alcuni dei loro corridori in azione in questi giorni, un’operazione questa quanto mai opportuna visto che non è escluso, come accaduto in passato, che tra qualche anno ammireremo ai massimi livelli ragazzi usciti proprio da questo piccolo team Continental che, ancor più ora con il sostegno di una vivace realtà italiana come Drali, vuole continuare a sgrezzare e lanciare i prossimi talenti del ciclismo norvegese.
Photo credit: Matteo Cicerone/Drali
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