
Jonas VINGEGAARD. 10 e lode. Ha trovato il colpo di pedale e quindi l’ispirazione per anticipare ciò che aveva nel cuore e nella mente. Si sentiva bene, come dirà nel dopocorsa, per questo il Re pescatore ha chiamato Matteo Jorgenson a fare ritmo e lavoro, prima di lanciare le esche e far finire nella rete i suoi rivali. Quinta vittoria stagionale, la seconda in questa Vuelta, la quarta in carriera nella corsa spagnola. Per il danese 40a vittoria da quando è professionista, la numero 32 per la sua Visma Lease a Bike quest’anno. Vince con le braccia aperte alla Marco Pantani. Vince con il numero 11, alle sue spalle il numero 111, terzo il numero 1: il podio è in fin dei conti fatto di numeri 1, anche se è solo il danese a fare il numero.
Tom PIDCOCK. 9. Il miglior Tom della stagione in un Grande Giro. Corre con lucidità e porta a casa un posto d’onore che vale e lo proietta verso il podio della Vuelta.
Joao ALMEIDA. 6,5. Fa tutto quello che è nelle sue possibilità, cercando di limitare i danni, contro uno scatenato Vingegaard. Forse si fa sorprendere dall’azione del danese, ma alla fine medica. È chiaro che il portoghese non è Pogacar: lo sa lui, lo sa il suo team, lo sappiamo noi, ma lo sa anche Vingegaard.
Torstein TRAEEN. 8. Se ne va al riposo in rosso, quando pensavano di poterlo fare facilmente nero. Chiaro che soffre, ma non offre il fianco, soprattutto non concede la maglia, che si tiene ben stretta. Ha fatto una fatica mortale per tenersela e ora è giusto che se la goda.
Felix GALL. 7. Il 27enne austriaco della Decathlon Ag2r La Mondiale perde il treno dei migliori, ma come è solito fare lui da vero diesel precede tanti vagoncini.
Raul GARCIA PIERNA. 6,5. Il 24enne dell’Arkea B&B Hotels dimostra una volta di più che questa squadra che rischia di essere smantellata ha tutto per restare in gruppo. Sempre protagonisti, con un gruppo di corridori più che buono. Marc SOLER. 5. Fa poco, soprattutto in chiave Almeida. Alle fine è 6°, ma per me è insufficiente.
Giulio CICCONE. 5,5. Ci ha provato, fino alla fine, fino in fondo e adesso, probabilmente, potrebbe anche cambiare la sua Vuelta. Scatta Vingegaard e l’unico che riesce a prendere la sua ruota è il Cicco. Ci prova fin quando le gambe non gli dicono di rallentare. È ancora in classifica, è ancora nella top ten (6°): che fare? Tappe o classifica che significa punti?
Lorenzo FORTUNATO. 7. Non se ne parla un granché, ma è sempre lì, nella top ten anche lui, sornione e reattivo come pochi. Nessun proclama, nessuna parola: per ora tanti fatti.
Matthew RICCITELLO. 5.5. Il 23enne corridore americano ha la possibilità di volare alto, ma il suo è un volo radente.
Egan BERNAL. 5. Prima verifica di un certo livello e per il colombiano il risultato è piuttosto severo. Non sprofonda, ma affonda.
Giulio PELLIZZARI. 6,5. È li, che porta a spasso l’australiano Jay Hindley. Forse sarebbe il caso di liberarlo da obblighi di squadra che non hanno quasi senso. Ognuno faccia la sua corsa: chi sta meglio resta su.
Michel HESSMANN. 7. Il corridore della Movistar se ne va con Michal Kwiatkowski (Ineos Grenadiers), Archie Ryan (EF Education-EasyPost), Kevin Vermaerke (Picnic PostNL) e Liam Slock (Lotto). Questa è l’azione che condiziona tutta la prima parte della tappa. A loro va il merito di averci provato.
Sander DE PESTEL. 6,5. Il corridore della Decathlon AG2R La Mondiale prova l’azione solitaria, dopo tante azioni, dopo tanti scatti di molti protagonisti. Su di lui si portano i nuovi attaccanti, che genereranno la fuga a cinque. Lui da il là, gli altri se vanno a gambe levate.