L'ORA DEL PASTO. UGO DE ROSA, NON SI POTEVA CHE...

STORIA | 29/03/2023 | 08:15
di Marco Pastonesi

Ugo De Rosa. Non si poteva che ascoltarlo. “Milano, 27 gennaio 1934. Niguarda, via Antonio da Saluzzo 12. Nato in casa, si usava così. Arrivai a sorpresa, forse per poca prudenza o per troppo amore. Elementari a Niguarda, avviamento al lavoro alla Ercole Marelli in piazzale Maciachini. L’ideale: si studiava, ma il necessario, niente canto e niente religione, e poi si lavorava in officina, almeno qualcosa s’imparava. Il mio primo successo fu un calibro: esposto in una bacheca della scuola”.


Ugo De Rosa. Non si poteva che innamorarsene. “Il martedì mattina bigiavo e andavo a Dergano, nell’officina dei fratelli Volta, dove costruivano telai normali e da corsa. Guardavo, paralizzato, fuori dalla porta. Finché si commossero e mi fecero entrare, e poi aiutare come garzone. Gratis. Però intanto continuavo a guardare e imparare. A mezzogiorno andavo a prendere il pranzo per tutti: da mangiare, panini con il gorgonzola, e da bere, mezzo vino e mezza spuma”.


Ugo De Rosa. Non si poteva che stimarlo. “La mia prima bici a 16 anni. La costruii con le mie mani: una serie di tubi, pezzo per pezzo, saldandoli. Poi l’adoperai. Mica male. A quel tempo disputai la Coppa Caldirola, ma sulla bici di mio cognato, Filippo Fasci. Vinse Ernesto Colnago. Però aveva due anni più di me. Fu la mia prima e ultima corsa: troppa fatica e troppo poca velocità. In Lambretta, lo avevo già capito, andavo più forte”.

Ugo De Rosa. Non si poteva che imparare. “Tuta blu e, quando me la potei permettere, radio accesa. E sempre a sperimentare, esplorare, scoprire. C’è sempre un dettaglio da migliorare, un movimento da perfezionare, una frontiera da spostare. C’è sempre un corridore da confortare e soddisfare. Il primo fu Raphael Geminiani: arrivò al Vigorelli senza bici, gli detti una delle mie, si trovò bene, ne volle altre”.

Ugo De Rosa. Non si poteva che ammirarlo. “Durante il Giro d’Italia, Eddy Merckx pretendeva una nuova bici dalla sera alla mattina. Così, dovunque fossi, la sera dovevo tornare in officina, la notte costruire un nuovo telaio, la mattina tornare, montare e consegnare. Però mi chiedeva sempre per favore e poi mi diceva sempre grazie. E quando decise di costruire bici a suo nome, Merckx passò tre mesi in officina con me. Tuta blu e radio accesa”.

Ugo De Rosa. Non si poteva che sorridere. “Con Merckx ho litigato due volte. La prima quando gli ho detto che Coppi era più forte di lui. Non l’ha mai accettato, ma per me Coppi veniva subito dopo il Padre Eterno. La seconda un giorno in cui ce l’avevo con il mondo. I corridori, gridai, sono tutti dei pirla. Merckx chiese: anch’io? Taci, tu, gli ribattei, che ne sei il campione del mondo”.

Ugo De Rosa. Non si poteva che sorprendersi. “Lo sa che i raggi sono come gli spaghetti e che prima di montarli bisogna farli bollire? Lo sa che, quando piove, bisogna versare acqua e aceto su un panno e passare il panno sui tubolari per far scivolare via l’acqua? Lo sa che per affilare gli utensili bisogna mischiare olio e zolfo?”.

Ugo De Rosa. Non si può che rimpiangerlo. Di già.

 

Copyright © TBW
COMMENTI
Grande
29 marzo 2023 08:29 noel
Signore De Rosa, grazie Signore Pastonesi.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Successo elvetico alla 83ª Bassano–Monte Grappa, una delle classiche più prestigiose del calendario dilettantistico. A firmare l’impresa è stato Nicola Zumsteg, svizzero della Biesse Carrera Premac, capace di imporsi in solitaria sul traguardo dopo la selezione decisiva lungo le rampe...


C'è un colore che, nel ciclismo, conta più di ogni altro. Il giallo. Il colore della maglia del leader del Tour de France, e di una delle maglie più riconoscibili dello sport. Questa mattina, poche ore prima che il gruppo raggiunga gli...


È lei la regina di casa SIDI,  quella con cui il marchio ha rilanciato il nuovo logo proprio sul finire della scorsa stagione,  la stessa Shot 3 on cui Isaac Del Toro, forte di un talento cristallino, si avvia a conquistare...


Trionfo pieno per il Team Ecotek Zero24 nella seconda edizione delle Strade e Muri del Vescovado per juniores, manifestazione voluta e promossa da Patrizio Lussana, Sergio Carrara e Gianluigi Belotti di LVF. La gara, con partenza da Adro e arrivo...


Paul Seixas ha vissuto un'esperienza che lo accompagnerà per tutta la vita: il suo primo Tour de France. A soli 19 anni, il francese ha dimostrato di avere il talento e la determinazione per competere ai massimi livelli, ma il...


Numeri, curiosità e statistiche aiutano a rileggere e ad approfondire quel che abbiamo vissuto nella tappa di ieri. Seguiteci: 3: TRIPLETTA DELL'ECUADOR Con la maglia a pois sulla schiena, Richard Carapaz ha vinto la terza tappa della sua carriera nel Tour...


Mi chiamo Alberto Ceriani e sono un atleta non vedente e da 25 anni vivo il triathlon con una passione che non è mai venuta meno. In questi venticinque anni non ho mai chiesto sconti, non ho mai chiesto privilegi. Ho...


Il Tour de France approda a Parigi, torna a casa, ma si inchina all'emergenza incendi che sta scuotendo il Paese e in particolare la Gironda: l'ultima tappa della Grande Boucle viene infatti accorciata con l'eliminazione di tutto il tratto extraurbano....


“Il quinto Tour e del Toro terzo”: Gazzetta certifica la supremazia di casa Uae ed il messicano è sincero nella gratitudine verso il suo capitano, richiamata da Ciro Scognamiglio. Sul Corriere, Marco Bonarrigo ha voglia di scherzarci su: “Cin­que ore...


Si chiude con i successi della statunitense Anna Hicks nella Corsa a Punti Donne Elite – G.P. Rossetti Market e della coppia azzurra Matteo Fiorin - Niccolò Galli nell'Americana Uomini Elite – G.P. Siderpighi la 29ª edizione dei Gran Premi...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra