POGACAR. «AMO I GRANDI GIRI, MA ANCHE FIANDRE E STRADE BIANCHE MI ISPIRANO...»

PROFESSIONISTI | 30/11/2022 | 08:20
di Francesca Cazzaniga

Un autunno trascorso fra Slovenia e Colomia con qualche puntata in Italia ed è in occasione di una queste che abbiamo avuto modo di incontrare Tadej Pogacar, il numero uno del ciclismo mondiale, e di fare quattro chiacchiere con lui in vista della nuova stagione.


Come stai Tadej?
«Sto bene, grazie».


Qual è il bilancio di questo 2022?
«E’ stato molto buono, da febbraio ad ottobre sono riuscito a fare molto bene. Ho vinto un bel numero di corse (in totale 16, ndr) e nel complesso è stato un anno incredibile. Sono felice».

Ti sei fatto un regalo per celebrare questa stagione?
«Non so che cosa comprarmi quest’anno perchè ho tutto. Mi piace avere un mio posto e quindi godermi casa con la mia famiglia ed i miei amici, questo per me è abbastanza, è un grande regalo».

La stagione 2023 è alle porte, che cosa hai fatto in questo off season?
«Sono stato in Colombia con la mia fidanzata Urska, abbiamo partecipato alla Gran Fondo di Rigoberto Uràn e ne abbiamo approfittato per fare un po’ di vacanza. E’ stato uno dei migliori off season di sempre».

Quanto è importante avere al tuo fianco una fidanzata come Urska che può capire la tua vita e quindi i tuoi impegni sportivi?
«Urska è un punto di riferimento, un grande supporto per me e io spero di essere altrettanto per lei. Non è sempre facile, ogni tanto quando siamo entrambi impegnati con le corse ci vediamo poco, purtroppo. Noi però capiamo molto bene il nostro lavoro e siamo felici di andare d’accordo perchè è tutto più semplice quando ci si capisce».

Qual è la corsa del cuore?
«Le corse che amo di più sono i Grandi Giri, tutti e tre sono affascinanti e hanno fatto la storia di questo sport. Mi piacciono anche corse come il Giro delle Fiandre, che quest’anno è stato incredibile: direi che insieme alla Strade Bianche sono le mie corse preferite».

Nel 2023 i mondiali si disputeranno a Glasgow poco dopo la fine del Tour de France…
«Sì, esatto. Per chi riuscirà ad uscire dal Tour de France con una buona testa e delle buone gambe, avere i Campionati del Mondo così vicini sarà un vantaggio, come abbiamo già visto lo scorso anno con le Olimpiadi. Ma tutto dipenderà da come si finirà il Tour de France».

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