MICHELE BARTOLI ACADEMY, VIAGGIO AL CENTRO DI UN NUOVO CICLISMO. GALLERY

GIOVANISSIMI | 04/06/2026 | 08:05

L'estate è arrivata e l'attività della Michele Bartoli Academy sta entrando nel vivo. Martedì 2 giugno il Trofeo Coni per giovanissimi, che si è svolto a Laterina (curiosamente il paese di Daniele Tortoli, mentore di Michele Bartoli fra i dilettanti), ha visto i quattro selezionati chiudere al quarto posto.


A giugno poi il Meeting Nazionale di Viareggio sarà il momento più importante della stagione. Ed è proprio il delicato rapporto fra i giovanissimi e gli appuntamenti più importanti che il direttore sportivo Mirco Buti gestisce con la massima attenzione. Nel ciclismo che anticipa i tempi in ogni categoria, è molto importante preservare l'infanzia e le sue prerogative.


Mirco Buti, come si spiega a una squadra di bambini che arrivano gli appuntamenti importanti?

«Dico sempre ai bimbi che è importante capire anche la tipologia della gara che andiamo a affrontare. Non gliela facciamo vivere come una gara, togliamo la pressione, però chiaramente sono in grado di capire che il Meeting Nazionale non è la corsa di paese. Anche se la viviamo sul piano del gioco e del divertimento, è inevitabile che abbiano la voglia di fare bene. Ho a che fare con i bimbi da 20 anni e so quanto ci tengono al risultato. Perché si allenano e si preparano con l'idea di fare bene».

Sono tutti uguali oppure ci sono quelli più precoci e chi invece è davvero timido?

«Sono totalmente diversi. Abbiamo in squadra dei bimbi cui a volte abbiamo difficoltà a dire cosa fare, perché sono già preparati mentalmente. Sanno affrontare la gara, sanno stare in gruppo, sanno il momento giusto per affrontare la volata. Invece abbiamo dei bimbi che hanno già 10-11 anni, ma la vivono completamente come bambini, quindi come un gioco».

Bambini, allenatori e genitori: si fa fatica a tenere dei buoni rapporti?

«Quando andiamo alle gare, abbiamo due gazebo: uno per noi e i bambini, uno per i genitori. Questo non perché non vogliamo i genitori sotto il nostro gazebo, anche perché li mettiamo proprio attaccati. Solo vogliamo che i bimbi abbiano anche un po' di autonomia».

Ad esempio?

«Se li vedono mettere il numero sulla maglia, i genitori arrivano e fanno loro. Invece noi vogliamo abituare il bambino a gestire il pre-gara, a fare un po' di cose anche da solo, senza avere il genitore che ti vuol dare una mano o ti vuol dire una cosa».

I genitori capiscono bene questo aspetto?

«Siamo contentissimi, perché abbiamo un gruppo di genitori che hanno capito bene la situazione, anzi l'hanno condivisa e approvata. E poi comunque siamo consapevoli che sono bambini e che un G0 ha 5 anni e non puoi impedire a un genitore di avvicinarsi. Anzi, noi abbiamo bisogno dei genitori. Quello che gli chiediamo è di rispettare il tempo della piccola riunione che facciamo con i bimbi prima della gara, quando gli spieghiamo il percorso. In quel momento, noi tecnici vogliamo essere sotto al gazebo con i bimbi e parlare con loro, spiegare tutte le cose anche per un discorso di concentrazione e di attenzione».

Continui a chiamarli bimbi, quando inizieranno a chiamarsi corridori?

«Purtroppo, per come va il ciclismo, non ha ancora senso chiamarli corridori, però mi rendo conto che già da G6 si hanno difficoltà a trovare squadra negli esordienti. Un esordiente ha difficoltà a trovare squadra negli allievi, quindi siamo al punto che purtroppo anche nei giovanissimi un G6 deve dimostrare qualcosa altrimenti non trova squadra».

Per questo la Michele Bartoli Academy guarda già verso gli esordienti?

«Michele secondo me sta facendo qualcosa di nuovo, qualcosa di veramente bello anche per i bimbi. Riuscire a far star tranquillo un bimbo, sapendo che da G6 ha già la squadra negli esordienti, secondo me è una cosa importante».

La Michele Bartoli Academy è stata presentata ufficialmente l'8 marzo 2026. Conta 20 bambini della categoria Giovanissimi, a partire da sette G0.

«La società è guidata dalla presidente Alessandra Ciuffardi, accanto a lei i vicepresidenti Mauro Bartoli e Roberto Cecchi. Oltre a essere l'ispiratore del progetto, Michele Bartoli figura come tecnico allenatore di terzo livello e accanto a lui ci sono i tre direttori sportivi: Mirco Buti, Virginia Gelichi e Gabriele Cantini».

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COMMENTI
Belle realtà
4 giugno 2026 14:27 Miguelon
Queste sono belle realtà. Con idee e conoscenze che vanno almdi là di un risultato.

Marcello Massini
4 giugno 2026 15:24 Melampo
Semmai Marcello Massini è stato il mentore di Michele Bartoli nei Dilettanti, stagioni 1989 e 1990, anno in cui vinse il Campionato Toscano. Con tutto il rispetto che si deve a Daniele Tortoli.

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