Al Giro Next Gen in programma dal 14 al 21 giugno sulle strade del Centro-Sud Italia, ci sarà una formazione particolarmente attenzionata: la Red Bull Rookies di Lorenzo Finn. Ne ha parlato, dal ritiro in altura di Andorra, il direttore sportivo della "devo dei tori rossi" Tim Meeusen. Le sue parole su Finn ve le abbiamo riportate ieri in calce alle dichiarazioni del corridore stesso, qui di seguito vi riportiamo ciò che Meeusen ha detto riguardo in generale alla squadra e al ciclismo Under 23:
PARAGONE COL WORLD TOUR «Oggigiorno il divario tra gli atleti non è così elevato, la grande differenza sta nella capacità di gestire e controllare le corse. Nella massima categoria ci sono più corridori dedicati a un ruolo specifico, a partire dai gregari che si concentrano sui primi cento chilometri abbondanti di gara per tenere a debita distanza una fuga di 6-7 uomini. Negli U23 ci possono essere invece dinamiche imprevedibili e più vincitori a sorpresa. I ragazzi sono un po' meno esperti e più desiderosi di farsi notare. Sta a noi canalizzare in modo positivo tutto questo».
LA SQUADRA PER IL GIRO NEXT GEN «In generale, rispetto allo scorso anno nel quale siamo nati come Devo e abbiamo dovuto prendere atleti da altre squadre, adesso tutti si stanno consolidando nell'ambiente Red Bull e ci stiamo configurando davvero come piattaforma di sviluppo dei nostri talenti da Juniores a professionisti. Abbiamo tanti ragazzi di primo anno ma stiamo vincendo più della scorsa stagione, vuol dire che il processo di maturazione sta procedendo in modo soddisfacente e stiamo creando una vera famiglia ciclistica, dove tutti conoscono pregi e difetti dell'altro e hanno piena fiducia reciproca. Attraverso una combinazione di allenamento efficace e comunicazione interpersonale, stiamo creando l'atmosfera giusta per portare avanti un processo di lungo termine con ogni corridore. Metteremo tutto questo sulle strade italiane e non solo. Grazie anche all'allargamento da 5 a 6 effettivi, al Giro porteremo una squadra variegata: ragazzi a supporto di Finn in salita, ragazzi a supporto del team in pianura, ruote veloci per le volate».
GLI ITALIANI «Non c'è solo Finn, naturalmente. C'è Alessio Magagnotti, che seguo dal 2023 e ho conosciuto nel 2024, so da dove viene e dove può arrivare. C'è Davide Donati, che ha vinto la Roubaix Expoirs e sta crescendo rapidamente come Magagnotti. L'Italia ha un'enorme tradizione nel produrre campioni: per lungo tempo potevano rimanere a correre nel loro Paese mentre oggi tendono a trasferirsi nelle strutture internazionali come la nostra, dove hanno tutti i mezzi per accelerare il processo di crescita e mettere a frutto al massimo il loro potenziale. Il livello medio dei corridori italiani è alto e sono davvero felice di lavorare con loro!»
(Foto di Flavio Moretti)
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.