FINN È GUARITO E SI PREPARA AD ANDORRA PER UN GIRO NEXT GEN "COL PRIVILEGIO DELLA PRESSIONE"

DILETTANTI | 03/06/2026 | 09:00
di Nicolò Vallone

Mandato in archivio il Giro d'Italia, i nostri occhi sono puntati adesso sul Giro Women, mentre il grande "trittico rosa" si completerà da domenica a domenica, dal 14 al 21 giugno, con un Giro Next Gen che quest'anno entusiasmerà le strade del Centro-Sud Italia. Entusiasmo e occhi puntati saranno dedicati in buona parte a un ragazzo che viene dalla Liguria, dal dna per metà inglese, che ha scelto di correre ancora un anno nei Rookies della Red Bull prima di compiere il salto definitivo nella formazione World Tour…


Avevamo lasciato Lorenzo Mark Finn con un polso rotto al Tour of the Alps e operato alla clinica Villa Serena di Genova. Lo ritroviamo in questi giorni ad Andorra, dove si sta preparando per il rientro alla "corsa rosa" per Under 23 e ha trovato il tempo di parlare coi media insieme al direttore sportivo Tim Meeusen: «Il polso destro è praticamente come nuovo - assicura Finn -. Quando mi era successo tre anni fa avevo impiegato molto più tempo perché avevo messo il gesso, stavolta mi sono operato subito e in poco più di un mese ho recuperato quasi al 100%. Mi fa un po' male ogni tanto nel quotidiano, se lo piego in maniera particolare, ma in bici non ho alcun problema. Diciamo che, nella sfortuna, ho avuto la fortuna che questo è capitato in un periodo dove, dopo il TotA, sarei stato comunque fermo per recuperare e poi venire in altura a preparare il Giro Next Gen. È stato più che altro il dispiacere di passare in un attimo dal competere in una gara professionistica a ritrovarmi per terra subito dopo un tratto di trasferimento e poi in ospedale. A parte questo aspetto più mentale, nella pratica l'infortunio non è stato un "ostacolo" così grosso. Dopo l'intervento sono stato ottimamente seguito all'Athlete Performance Center della Red Bull in Austria, dopodiché mi sono riposato a casa e ora eccomi qui a preparare i prossimi appuntamenti».


PREPARAZIONE E CONDIZIONE «Avevo impostato la stagione per essere al top al Giro Next Gen, quindi abbiamo inserito più corse a tappe possibile nel mio calendario, come Sardegna e Coppi&Bartali, dove non sono andato fortissimo perché facevano parte del percorso verso il primo grande obiettivo stagionale. Ho poi vinto Recioto e Belvedere e al Tour of the Alps stavo dimostrando di essere sulla strada giusta, esprimendo i valori che producevo in allenamento: questo è sempre un bel segnale. Come sto adesso? I benefici non li senti mentre sei in altura ma li avverti successivamente, una volta tornato a valle. Questo importante blocco di lavoro è finalizzato per star bene al Giro, lì scopriremo tutto».

PERCORSO DEL GIRO NEXT GEN «Rispetto allo scorso anno, dove ogni giorno sembrava poterci essere una fuga vincente, stavolta c'è una netta distinzione tra giornate da velocisti e di montagna. La classifica si deciderà nelle ultime tre tappe e quella conclusiva sarà una cronometro, sarà interessante vedere come ci arriveremo e chi avrà saputo gestire meglio la fatica durante la settimana. Personalmente non sono preoccupato: l'anno scorso le mie difficoltà nel finale furono dovute più che altro alla caduta della terza tappa sul Maniva, mentre al Tour de l'Avenir dove non ebbi incidenti diedi il meglio sul finale...»

CORRERE DA FAVORITI «Sicuramente qualcuno correrà contro di noi, come successo alla Liegi U23 dove ho chiuso 13° allo sprint, e rispetto alle categorie professionistiche è molto più difficile controllare la corsa perché non ci sono le radioline. D'altro canto, quest'anno al Giro ci saranno 6 corridori per squadra anziché 5, e con una formazione forte come la nostra sarà più semplice gestire la situazione. Avere gli occhi puntati su di me, con la maglia iridata indosso, è un autentico privilegio. Mi sto godendo il meglio della vita del ciclista, con l'entusiasmo di chi si sta costruendo il proprio motore, senza avere ancora le pressioni dei professionisti, e sa di poter avere una lunga carriera davanti».

IL PROGRAMMA «Dopo il Giro ci saranno i campionati italiani e un'altra corsa a tappe, dopodiché riposo, Tour de l'Avenir e Mondiali».

NON SOLO CICLISMO «Per me è stato fondamentale terminare bene la scuola (liceo scientifico Leonardo da Vinci a Genova), ci tenevamo sia io che la mia famiglia. In futuro potrei iscrivermi all'università, ma adesso penso a fare il corridore. Di sicuro l'anno prossimo andrò a vivere fuori casa e quello sarà già un passo importante, un giorno mi piacerebbe metter su famiglia ma adesso ho 19 anni e nella vita ogni cosa va fatta al suo momento».

DICE DI LUI MEEUSEN «Lorenzo è un ragazzo educato, maturo e dal carattere molto rilassato, quindi stiamo avendo buon gioco come squadra nel tenerlo al sicuro dalle pressioni insieme al suo ottimo ambiente familiare. Ha anche un gran senso dell'umorismo e fa gruppo magnificamente. Dal punto di vista strettamente ciclistico, abbiamo costruito con lui un percorso di lungo termine dove i risultati si vedranno negli anni: ciò che conta adesso è il suo sviluppo, sarebbe un errore madornale fissarci solo su numeri e piazzamenti. Abbiamo parlato molto con lui quest'inverno, abbiamo impostato una preparazione mirata per essere al top in alcuni punti chiave dell'anno, lui ha acquisito molta consapevolezza misurandosi nelle gare col team World Tour e ha saputo reagire alla grande all'infortunio. La sua crescita continua!»


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COMMENTI
Calma
3 giugno 2026 11:54 Craven
Come solito si fanno tante parole prima dei fatti. Sulla pressione, dato che un altro al Giro ha detto che non l'ha retta, avrei glissato. Anche per lui è ora di iniziare a vincere a ripetizione, se no sarà solo l'ennesima promessa su cui si sono fatti tanti titoli.

Craven
3 giugno 2026 13:58 Ale1960
Entri sempre a gamba tesa nei tuoi interventi, anche troppo,ma almeno sei sempre sincero. Stavolta, anche se in maniera più soft, sento di darti ragione. Non ti dico vincere a ripetizione, ma dei segnali forti deve darli. In Tiberi non ci spero più, in Pellizzari ho fiducia, in Finn ripongo tutte le nostre speranze per tornare nel gotha del ciclismo. E basta con la storiella che sono giovani. Quando sei un grande, nel ciclismo d'oggi, lo devi far vedere subito. Sono cambiati i tempi di quando un ciclista maturava dopo i 25 anni.

Ale
3 giugno 2026 14:11 Craven
Per come sta andando il ciclismo in Italia, le smancerie servono a poco.

già
5 giugno 2026 12:06 Eli2001
fortuna che ci siete voi due con i vostri modi rudi e schietti. Da domani si volta pagina e si inizia a vincere!

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